Dalla riscoperta di Bruno da Longobucco alla rivoluzione accademica, al Teatro Sant’Agostino una regione che investe su competenze, innovazione e salute pubblica: «La prevenzione è una scelta quotidiana»
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Una serata che ha unito passato, presente e futuro della chirurgia, della sanità territoriale e del sistema universitario.
Al Teatro Sant’Agostino di Casali del Manco si è svolto l’incontro “Innovazioni tecnologiche in sanità: lo sviluppo di un sistema territoriale orientato alla qualità e alla prevenzione”, una tappa fondamentale nel percorso che sta trasformando l’ospedale Annunziata e l’intera area sanitaria della provincia di Cosenza.
Dalla storia alla modernità: la riscoperta di Bruno da Longobucco
L’apertura dell’evento è stata affidata al prof. Francesco Pata, che ha condotto il pubblico in un viaggio unico dal Medioevo alla chirurgia robotica.
Pata ha ricordato la figura straordinaria di Bruno da Longobucco, calabrese, tra i fondatori dell’Università di Padova e considerato il primo chirurgo accademico della storia occidentale. Una personalità per secoli dimenticata ma oggi riscoperta - anche grazie alla pubblicazione, nel 2022, del primo articolo scientifico internazionale in lingua inglese a lui dedicato sulla rivista Frontiers in Surgery.
E il cerchio si chiude in modo simbolico ma concreto: otto secoli dopo, un altro Bruno - il prof. Bruno Nardo - ha raccolto idealmente quel testimone, portando per la prima volta la chirurgia accademica in Calabria.
Nardo, formatosi anche a Bologna - uno dei luoghi che segnò il percorso dello stesso Bruno da Longobucco - ha riportato il modello universitario-clinico della grande tradizione italiana dentro l’ospedale di Cosenza, unendo assistenza, formazione e ricerca.
Grazie al suo contributo, sul territorio sono nati: la prima Facoltà di Medicina della storia cosentina; la prima Chirurgia Accademica; le Scuole di Specializzazione; il Master in Chirurgia Laparoscopica e Robotica Avanzata e percorsi integrati di formazione continua per studenti e professionisti.
La chirurgia tra tecnica, etica e condizione umana
La parola passa a Giuseppe Massimiliano De Luca, che attraverso la letteratura racconta l’altra dimensione della chirurgia: quella psicologica, etica e sociale.
Il suo intervento ripercorre temi come la violenza di genere, la sostenibilità, la responsabilità del medico e l’importanza di non trasformare il lavoro clinico in terreno di conflitti personali.
Nella parte più tecnica, affronta il dramma clinico delle fistole addominali, illustrando come le nuove tecnologie e i dispositivi di aspirazione intelligente stiano restituendo dignità, guarigione e qualità di vita a pazienti un tempo destinati alla sofferenza.
Quando la tecnologia amplifica l’uomo - non lo sostituisce
Il prof. Michele Di Dio mette ordine tra miti e realtà della chirurgia robotica.
La frase chiave che resta scolpita nella platea è una: “Il robot non opera da solo: opera il chirurgo”. La robotica è uno strumento, non un sostituto. È il chirurgo - con competenza, formazione e decisione - a guidare la macchina.
Di Dio racconta anche l’evoluzione dell’urologia cosentina, oggi in grado di attrarre pazienti non solo dalla Calabria ma anche da altre regioni, grazie a competenze cliniche e tecnologiche di livello nazionale.
Una rivoluzione accademica al servizio della sanità
Il dott. Vincenzo Pezzi, Direttore del Dipartimento Scienza e Salute dell’Università della Calabria, illustra nel dettaglio il progetto che ha trasformato il corso di laurea in Medicina in un polo tecnologico e digitale, unico nel suo genere in Italia.
Con l’acquisto del robot chirurgico, del nuovo Single Port di ultima generazione, il reclutamento di 40 docenti e ricercatori, l’attivazione di 10 scuole di specializzazione (e altre 5 in arrivo) e la presenza di 200–250 medici specializzandi, l’Università diventa motore attivo della modernizzazione dell’ospedale Annunziata e dell’intera sanità provinciale.
La prevenzione come fondamento della sanità
Per il Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Cosenza è intervenuto il dott. Giuseppe Curia, Vice Direttore. Il suo contributo ha rappresentato un punto di svolta concettuale: non può esistere sanità senza prevenzione.
Curia ha ribadito l’esigenza di investire sulle persone - professionisti competenti, preparati e motivati - ma anche sulla cultura: la prevenzione deve partire dalle scuole, fin dalle elementari, insegnando ai bambini il valore della corretta alimentazione, dell’attività fisica e della cura quotidiana della salute.
In una società in cui l’offerta alimentare industriale sacrifica la qualità per la quantità, Curia invita a recuperare consapevolezza: leggere le etichette, conoscere la provenienza dei prodotti, scegliere ciò che nutre davvero.
Il suo messaggio finale è semplice e potente: «La prevenzione non è un atto ospedaliero, ma una scelta quotidiana nelle case delle famiglie calabresi»
Caputo: «La Calabria non è più ferma. Ora investe, cresce e richiama i suoi talenti»
A chiudere i lavori è l’on. Pierluigi Caputo, consigliere regionale, che nel suo intervento ha tracciato una fotografia chiara della trasformazione che la Calabria sta vivendo dopo anni di immobilismo.
«Se pensiamo all’ultima grande infrastruttura realizzata in Calabria, dobbiamo tornare all’autostrada. Questo fa capire per quanto tempo siamo rimasti fermi».
Ma oggi - spiega Caputo - la prospettiva è completamente diversa: «Questa è una stagione nuova. Stanno arrivando investimenti importanti, non solo in sanità ma su tutto il territorio. È il risultato di quattro anni difficili, affrontati con determinazione e visione.»
Sul fronte sanitario il dato è netto: «Cinquemila assunzioni tra stabilizzazioni e concorsi rappresentano un punto di svolta. Non abbiamo risolto tutto, ma la sanità calabrese oggi è molto più solida di com’era».
Poi richiama un traguardo storico che non va normalizzato: «La Facoltà di Medicina è finalmente a Cosenza. E accanto ad essa sta per partire un altro tassello fondamentale: la Cardiochirurgia all’Annunziata, frutto della collaborazione tra Università della Calabria e Azienda ospedaliera».
Caputo rivolge un ringraziamento istituzionale: «Se oggi parliamo di questi risultati, lo dobbiamo al rettore Greco, al professor Pezzi, al professor Maggiolini e al sostegno convinto del Presidente Occhiuto, che ha creduto in questo progetto fin dall’inizio».
Poi l’annuncio politico più rilevante della serata: «Nell’assestamento di bilancio abbiamo finalmente un avanzo. A sanità abbiamo destinato 52 milioni di euro, perché la salute è la priorità dei calabresi».
Un altro passaggio essenziale riguarda la selezione del personale: «Per anni i concorsi non si sono fatti. Oggi si fanno con Formez: prove telematiche, meritocrazia, trasparenza. È un cambiamento culturale enorme».
L’immagine più significativa è quella che tocca il cuore del pubblico: «Vedere gli specializzandi camminare nei corridoi dell’Annunziata è una speranza concreta. I reparti stanno diventando attrattivi: i professionisti calabresi tornano, quelli che formiamo restano, e da altre regioni cominciano a scegliere Cosenza».
La chiusura è un invito collettivo: «Dobbiamo riscoprire l’orgoglio di essere calabresi. Questa terra può farcela e lo sta dimostrando. Non è uno slogan».
Una Calabria nuova, costruita da competenze e visioni
Il convegno non ha solo celebrato risultati: ha mostrato una strada. Quella di una sanità che funziona quando università, ospedali, istituzioni, cittadini e comunità professionale agiscono insieme.
A emergere con chiarezza dal convegno sono stati i quattro pilastri della nuova sanità calabrese: la tecnologia messa al servizio delle persone, non come fine ma come strumento per migliorare la qualità di vita dei pazienti; la formazione e la ricerca dentro gli ospedali, perché l’innovazione nasce solo dove l’assistenza incontra l’accademia; i talenti che restano e quelli che tornano, invertendo finalmente la logica della fuga e riportando in Calabria professionisti di livello nazionale e internazionale; la prevenzione come cultura quotidiana, un impegno che inizia nelle famiglie, nelle scuole e nella società prima ancora che nelle corsie ospedaliere.
La sanità del futuro non è altrove. Sta nascendo qui, a Cosenza, in Calabria.

