L’ufficialità è arrivata pochi minuti prima dell’orario concordato per l’intervista. Nello studio del commissario c’è un viavai di collaboratori, dirigenti e funzionari dell’Asp. Tutti si stringono sorridenti a Vittorio Sestito, porgendogli le congratulazioni per la promozione all’Asp di Cosenza. Tutti manifestano il rammarico di doverlo salutare. Lui ricambia con grande cordialità. Lo sguardo e la voce tradiscono una certa emozione. Sul tavolo ci sono ancora dolci portati dai rappresentanti sindacali. Qualcuno tra i dirigenti arriva a dire: «Perdiamo un padre». E, scherzando, aggiunge: «Ma oggi ci tradisce e ci abbandona». Poi si fa serio: «Ci mancherà».

L’ultima intervista da commissario dell’Asp di Vibo Valentia, a circa sei mesi dalla nomina seguita a 12 mesi da direttore amministrativo, Sestito la rilascia a noi. E non può che partire da un bilancio sul lavoro affrontato e sui risultati ottenuti nell’arco di questo periodo. Prima in affiancamento della terna prefettizia e poi in solitaria, ma non da solo.

Entusiasmo e senso di appartenenza

«Questo tavolo è diventato un open space» dice, mostrano i tanti dossier allineati sul piano di lavoro. «Siamo stati sempre al tavolo con tutti i dirigenti. Sono venuti qui per qualsiasi cosa. Senza appuntamento, la porta sempre aperta. Si è creato un senso di appartenenza e un entusiasmo che prima non esisteva. E questo, ritengo, sia tra i risultati più significativi di quest’esperienza».

Al posto di Sestito tornerà il generale Antonio Battistini, già alla guida dell’azienda fino allo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Subito dopo la gestione prefettizia è toccato proprio a Sestito raccogliere un difficile testimone. «Nonostante la commissione straordinaria fosse qui per approfondire e risanare, ha comunque posto le basi per mettere in cantiere tanti interventi - dice -. Soprattutto ha dato la possibilità di mettere mano al grande disordine che caratterizzava l’azienda. Qui spesso non si capiva chi faceva cosa: c’era una gran confusione amministrativa che portava al blocco delle attività. Ora da questo punto di vista si è cambiato decisamente registro».

Cosenza e Vibo: realtà diverse, stesso approccio

All’orizzonte c’è Cosenza e la sua azienda sanitaria, indubbiamente più vasta rispetto a quella vibonese. «La dimensione non è un criterio assoluto: a volte può essere più difficile gestire un'azienda più piccola che una grande - spiega il manager -. Cosenza io la conosco bene perché, nei quattro anni alla Regione, ha avuto di modo di lavorarci per ricostruire bilanci e contenziosi. Quindi non sarà un salto nel buio, anzi, è stata la realtà che più ci ha fatto lavorare per ricostruire il pregresso, visto che per dieci anni non sono stati presentati i bilanci. In ogni caso l’approccio sarà sempre quello di definire procedure chiare e mettere ordine, come fatto qui».

Un bilancio di mandato

Partiamo dalla fine. Uno degli ultimi procedimenti avviati riguarda l’ospedale Jazzolino. «Abbiamo messo a punto e definito dopo mesi il piano dei lavori per l’adeguamento sismico dell’ospedale. I lavori inizieranno a novembre dopo una serie di rinvii e difficoltà. Ora - annota il commissario uscente - abbiamo trovato un sistema per non chiudere i reparti e organizzare una rotazione tale da non interrompere i servizi e, quindi, non creare attrito con i primari. Questo è un esempio di come l'azienda sia tornata a dialogare: prima gli uffici comunicavano tra loro solo via mail e i tempi che si allungavano a dismisura. C’era anche il rischio di perdere questi fondi del Pnrr ma siamo riusciti ad utilizzarli in tempo e fare in modo che, anche quando ci sarà il nuovo ospedale, anche il vecchio Jazzolino sia adeguato dal punto di vista sismico».

Il canile sanitario si farà a Pizzo

La notizia è la definizione della sede del canile sanitario. Ad ospitare la struttura da 100 posti sarà Pizzo e da 1,2 milioni di euro sarà Pizzo. «In pieno agosto la Regione ci ha confermato la disponibilità del finanziamento per il canile e per l’avvio una campagna contro il randagismo. Questo è un punto d’orgoglio per noi, perché l’azienda di Vibo è stata la prima a convocare la Conferenza dei sindaci e, il 17 di agosto, eravamo qui a valutare le sette candidature pervenute. La progettazione è già disponibile, adesso attendiamo la conferma dalla Regione per avviare le gare. Da subito, inoltre, verrà messo a punto un sistema di incentivi, prestazioni aggiuntive straordinarie e, se necessario, anche assunzioni, per i veterinari dedicati appositamente al randagismo».

Le case e gli ospedali di comunità

Altro capitolo di cui Sestito si mostra orgoglioso è quello relativo a case e ospedali di comunità. «Vibo è stata brava anche nella realizzazione delle cinque case e dei due ospedali di comunità. Non solo abbiamo finito i lavori per tempo, abbiamo fatto di più e attivato la sesta casa di comunità che non era inizialmente prevista. Abbiamo fatto anche il nostro concorso per gli infermieri, che stiamo assumendo attingendo dalla nostra graduatoria, in attesa che poi Azienda Zero sblocchi la mobilità. Di questo ringrazio la dottoressa Fiorillo (responsabile delle professioni sanitarie, ndr) e tutto il suo staff che hanno fatto un lavoro incredibile: in quattro giorni hanno analizzato oltre 900 domande, tirando fuori una graduatoria di 350 infermieri che ora stiamo assumendo. Ieri ne abbiamo assunti 15, destinati principalmente ai tre pronto soccorso e agli ospedali di comunità».

La continuità assistenziale: un modello firmato Vibo

«La sesta casa di comunità che sta per essere consegnata a Filadelfia, ci ha consentito di creare un modello sulla continuità assistenziale che la Regione sta ora valutando e che consiste - illustra Sestito - in una doppia postazione di guardia medica: una fissa e una che andrà a gestire l’assistenza domiciliare entro un raggio di 15, massimo 18 minuti. Questo ci consentirà di abbracciare quasi il 90 per cento dei comuni della Provincia, mantenendo la postazione comunale solo nei centri che non rientrano nel raggio della casa di comunità».

L’emodinamica itinerante

La questione più spinosa delle ultime ore, Sestito, la descrive come una «polemica sterile». L’emodinamica a Vibo «era completamente assente. Avere la possibilità di un’equipe itinerante io lo trovo un vantaggio se prima non c’era niente. Come ha spiegato in modo efficace il primario Michele Comito anche di fronte alla Conferenza ristretta dei sindaci, grazie all’itinerante tratteremo a Vibo quel 95 per cento di pazienti non urgenti che prima mandavamo a Catanzaro. Ed è la soluzione che ci ha consentito anche di fare il laboratorio allo Jazzolino che altrimenti non avremmo potuto fare. Questo ci darà inoltre la possibilità di maturare un expertise per trattare, nel giro di qualche tempo, anche le urgenze».

Il nodo personale

Nell’ultimo anno sono state circa 160 le assunzioni, rivendica Sestito. «Per un’azienda da 1500 dipendenti, con un turn-over al 4 per cento, significa aver raggiunto una quota del 10 per cento di assunzioni, quindi con un discreto saldo positivo rispetto al turn-over. Un risultato ottenuto grazie, anche qui, ad un maggior ordine nella definizione del Piano del fabbisogno».

60 milioni di contenzioso

Ordine anche i conti. Se il bilancio non desta preoccupazione, la cifra ricostruita sui contenziosi fa una certa impressione. «L’ufficio legale è riuscito a fare chiarezza sul contenzioso che era finito sotto la lente della Corte dei conti e dei nostri revisori stimandolo in circa 60 milioni di euro - rivela Sestito -. Prima non c’era contezza del suo ammontare e non sapevamo quanto accantonare in bilancio. Ora lo sappiamo e sappiamo quali sono le cause che stanno dietro a quell’accantonamento, con una tracciabilità precisa».

La verifica su esenzioni e ticket

Si dibatte in queste ore degli accertamenti sul pagamento dei ticket. L’occasione è propizia per fare chiarezza. «L'azienda ha messo in atto il recupero dei ticket del Pronto soccorso dovuti per le prestazioni di bassa complessità (il classico codice bianco) che spesso vengono evasi - ammette il manager della sanità -. Su questo anche Corte dei conti e Guardia di finanza hanno acceso un faro. Abbiamo cercato comunque di venire incontro ai morosi, con un avviso bonario che prevede il pagamento della somma dovuta senza ulteriori sanzioni». Poi ci sono le esenzioni: «e qui la cosa è più grave, perché alcuni hanno fatto dichiarazioni non veritiere, attribuendosi esenzioni improprie e non possiamo non procedere al recupero, come previsto da Corte dei conti e ministeri, perché si configurerebbe anche una responsabilità diretta da parte dei funzionai e dirigenti dell’azienda. In ogni caso non partiamo direttamente dalle cartelle esattoriali ma da un avviso bonario che, se pagato nei termini previsti, non comporterà sanzioni».

Ecco le prestazioni aggiuntive

Altra novità è l’accordo raggiunto con i sindacati sul regolamento delle prestazioni aggiuntive. «Quando io dimostro che non c'è la possibilità di avere il medico perché lo devo ancora reclutare; quando c'è il concorso in atto; quando il professionista non è stato ancora contrattualizzato e io non riesco a garantire la pianta organica prevista per un'unità operativa, allora posso ricorrere alla prestazione aggiuntiva in modo automatico, senza che nessuno la possa contestare. Quindi abbiamo creato un regolamento proprio per creare questo automatismo che rappresenta un significativo passo in avanti. Tutto ciò discende naturalmente dalla corretta definizione del piano del fabbisogno».

Cosa non è riuscito a fare Sestito

Domanda classica: qual è il suo rammarico maggiore? «Sicuramente avrei voluto completare la pianta organica con tutte le assunzioni necessarie - afferma -. E poi vedere al 100 per cento le case di comunità: per me quello è stato un obiettivo prioritario. Siamo stati bravi a completarle e adesso ci tengo davvero, anche a distanza, a vederle operative perché la casa di comunità diventerà la vera sfida per l'azienda territoriale nella gestione delle prestazioni sul territorio, senza ricorrere all’Hub. I presupposti ci sono tutti e so che il mio successore le porterà a regime».

Il rapporto con i sindaci

La risposta alla domanda sul contesto territoriale parte da un esempio. «Se la conferenza dei sindaci il 17 agosto era a questo tavolo a decidere sul canile, anche litigando e discutendo animatamente; se quando si riunisce lo stesso organismo in plenaria tutti i sindaci sono presenti, allora vuol dire che qui ci sono persone che ci tengono. Ho sempre lavorato in aziende sanitarie, principalmente nel Lazio, perché da 30 anni vivo a Roma, ma devo dire che la partecipazione dei Comuni e dei sindaci che ho visto qui non l’ho riscontrata altrove. Questo è un punto di forza e penso sia una componente che l'azienda deve preservare».

Vibo nel cuore

E allora cose le mancherà di più di Vibo? «A Vibo lascio il cuore», afferma Sestito, e mentre lo dice anche gli occhi si fanno lucidi. «Sono innamorato di Vibo, di questa azienda e dei miei collaboratori. E le assicuro che adesso è veramente dura doverli salutare…».