Sono iniziate questa mattina in Cittadella le trattative per il trasferimento di competenze nella gestione del 118 dalle aziende sanitarie provinciali ad Azienda Zero. Un passaggio estremamente delicato ma che prende il via tra le polemiche a seguito dell’esclusione dal tavolo dei sindacali non firmatari del contratto collettivo nazionale. 

«I lavoratori oggi in piazza sono fortemente preoccupati per questo passaggio di competenze e li ha preoccupati ulteriormente il fatto che Azienda Zero abbia deciso deliberatamente di convocare esclusivamente le organizzazioni firmatarie di CCNL su un'informativa e non su una contrattazione, il che di fatto costituisce una violazione delle norme dei rapporti sindacali» ha spiegato Vittorio Sacco, responsabile Usb pubblico impiego.

Il sindacalista ha chiarito ancora: «Non abbiamo un pregiudizio nei confronti di questo passaggio ma vogliamo garanzie per lavoratori e servizi. Ad esempio, che nessuna delle postazioni attualmente attive venga chiusa ma che ne vengono aperte delle nuove; vogliamo garanzie rispetto ai 120 precari che lavorano nell'emergenza urgenza; vogliamo che ci sia uniformità di salario per tutti i lavoratori che attualmente subiscono disparità di trattamento da Asp a Asp».

Si aprono in protesta le trattative per il passaggio di competenze del servizio 118 ad Azienda Zero. Questa mattina il dg Miserendino ha convocato solo i sindacati firmatari di contratto, escludendo Cgil Uil e Usb. Quest'ultima sigla sindacale ha inscenato un sit in di protesta sotto la Cittadella a cui hanno partecipato anche lavoratori che chiedono garanzie

I sindacati sono quindi scesi in piazza in concomitanza con l’avvio delle trattative. Un gruppo di lavoratori ha partecipato al presidio, anche loro a breve saranno chiamati al passaggio in Azienda Zero. «Non sappiamo a cosa andremo incontro nel firmare questo contratto perché non ne conosciamo le caratteristiche. Quindi, mi chiedo come sia possibile chiedere di firmare un contratto con un'azienda di cui non sappiamo assolutamente nulla» – ha aggiunto Alessia Piperno, medico del 118 di Tropea e delegata provinciale Smi di Vibo Valentia.

«Siamo molto preoccupati e ci preoccupa moltissimo l’esclusione dei lavoratori» -ha aggiunto Fabrizio De Sando, infermiere 118 dell’Asp di Catanzaro. «Chiediamo garanzie. Vogliamo capire quale sarà, ad esempio, il destino di un lavoratore che potrebbe essere ricollocato perché con problemi di salute. O ancora, siamo tutti a conoscenza della cronica carenza di personale, un lavoratore della provincia di Catanzaro potenzialmente potrebbe essere trasferito in un'altra provincia? Ecco, questo ci preoccupa tantissimo. Ci sono aree grigie in questo passaggio, avremmo voluto porre queste domande nell’ambito del tavolo convocato questa mattina».