Organizzata dal Comitato a tutela della salute, si svolgerà sabato alle ore 19. Il timore degli attivisti scaturisce anche in seguito al monito Usa che contesta a Cuba l'invio di camici bianchi all'estero: «Vorrebbe dire affossare la nostra sanità»
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«Sarà un modo per illuminare la mente dei potenti, contro tutto quello che Trump ha affermato nei confronti dei medici cubani».
Il Comitato a tutela della salute, presieduto da Marisa Valensise, ha organizzato una fiaccolata silenziosa a difesa della sanità pubblica, che si svolgerà a Polistena, sabato 14 marzo. L’appuntamento è fissato alle ore 19 davanti al sagrato della chiesa matrice. Da lì, cittadini, associazioni e sindaci, sfileranno per le principali vie della città fino ad arrivare al piazzale dell’ospedale “Santa Maria degli Ungheresi”.
A guidare il corteo saranno il parroco ed esponente dell’associazione “Libera”, don Pino Demasi, insieme al vescovo della diocesi Oppido-Palmi, Giuseppe Alberti. Un momento di sensibilizzazione, denominato “Luce che illumina le menti”. Il timore degli attivisti è scaturito in seguito al monito del presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, che contesta a Cuba l'invio di medici all'estero e chiede che vengano rimandati a casa. Ciò riguarda anche i centinaia impiegati in Calabria. Gli USA fanno pressione, motivandola dal rischio di aggirare l'embargo e considerano l'invio di medici da parte dell'Avana come una forma di sfruttamento lavorativo. Nonostante ciò, la Calabria sta cercando di confermare la loro presenza, sostenendo che la priorità è la salute dei pazienti.
«Le ultime dichiarazioni di Trump hanno portato in evidenza la criticità e la situazione del sistema sanitario in Calabria che si basa principalmente sull'aiuto dei medici cubani – spiega Marisa Valensise -. Vorrebbe dire affossare la nostra sanità. Questo ci preoccupa molto. Non vogliamo più rimanere in ansia, perché senza medici cubani chiudiamo gli ospedali. C’è da dire che quattro anni fa il loro arrivo è stato veramente una ventata di positività, l'abbiamo accolto con entusiasmo. Questa emergenza, però, nel corso del tempo non è stata migliorata ed è diventata sistema. Non ci sono politiche di programmazione in modo da fare arrivare i nostri medici, poiché i concorsi non sono realizzati in modo attrattivo».
La fiaccolata rappresenterà anche un modo per evidenziare, per l’ennesima volta, le criticità degli ospedali del territorio.
«I pochi ospedali esistenti non sono stati ristrutturati. Si pensa solo alla costruzione di nuovi, ma anche questi hanno subito rilenti – rimarca Marisa Valensise -. Questa marcia silenziosa è un segno di speranza, e soprattutto vuole accendere i riflettori su una cosa che accomuna tutta la Calabria, cioè il piano di rientro. Noi vogliamo quanto prima uscirne con un decreto. Tant'è che stileremo un documento che manderemo al Presidente del Consiglio, al Presidente della Repubblica e al Ministero della Salute, parlando non solo delle criticità, ma anche delle proposte. Abbiamo l’indiscutibile diritto di curarci».

