La pressione assistenziale c’è ma nessuna emergenza al pronto soccorso dell’azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro. Come ogni anno, la stagione influenzale comporta un deciso aumento nel numero di accessi nell’area di prima emergenza ma questa volta, anche in considerazione della concomitanza con l’evento Rai di Capodanno che si è svolto nei giorni scorsi a Catanzaro, il management aziendale ha predisposto contromisure per decongestionare l’ospedale e favorire un più rapido smistamento dei pazienti tra i due presidi.

A partire dal 24 dicembre e fino al 6 gennaio è stato, infatti, disposto il blocco dei ricoveri ordinari, una misura che ha comportato un alleggerimento della pressione e una maggiore presenza di posti letto nei reparti. «Come ogni anno, in questo periodo, abbiamo assistito ad un incremento dei casi di influenza anche se questa volta abbiamo avuto una maggiore incidenza di casi di polmonite, soprattutto di tipo virale» spiega il primario del pronto soccorso di Catanzaro, Giuseppe Masciari.

Una circostanza, già ampiamente prevista. Secondo quanto riferito dal direttore del reparto di prima emergenza, quest’anno l’influenza, particolarmente aggressiva, si è manifestata anche con casi di polmoniti, in aumento del 30% rispetto lo stesso periodo dello scorso anno. «I casi gravi si registrano soprattutto tra i pazienti fragili, con più patologie e anziani» aggiunge Masciari. «Colpisce anche i giovani ma con prognosi meno severe». Inoltre, si sta assistendo ad una più alta diffusione dell’influenza H1N1, la cosiddetta influenza suina, particolarmente aggressiva.

«L’ospedale al momento sta rispondendo abbastanza bene, abbiamo ricevuto grande supporto da parte dell’università, dove abbiamo potuto trasferire molti pazienti. Attualmente la situazione è sotto controllo» ha assicurato il primario. Tuttavia, è in crescita anche quest’anno il numero di accessi al pronto soccorso, il 3% in più rispetto al 2024. Ma già durante il 2024 si era assistito ad un ulteriore incremento: il 6% in più rispetto al 2023.

«Crediamo che ci sarà un picco, come ogni anno. È atteso a gennaio» ha aggiunto Masciari. Ciò comporterà una ulteriore crescita della pressione assistenziale sul pronto soccorso.