Un vertice tra il Direttore Sanitario Salvatore Costarella e i rappresentanti dei pazienti traccia una soluzione d'emergenza per scongiurare le lunghe attese e il degrado all'ospedale
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La grave crisi dei servizi di dialisi a Reggio Calabria registra un primo momento di confronto diretto tra le istituzioni e i pazienti, nel tentativo di arginare l'emergenza assistenziale esplosa nei giorni scorsi all'ospedale hub reggino. In seguito a un'intensa interlocuzione promossa dal Sindaco della Città Metropolitana e all'intervento del Prefetto, la direzione aziendale del Grande Ospedale Metropolitano ha incontrato i rappresentanti dei malati per delineare un percorso straordinario di presa in carico ed eliminare le estenuanti attese davanti al Pronto Soccorso. L'intesa raggiunta consente ai pazienti di accedere direttamente alle terapie salvavita attraverso una calendarizzazione dei trattamenti. Si tratta tuttavia di un compromesso dai contorni complessi, in assenza di alternative immediate sul territorio, i cittadini affetti da nefropatia cronica saranno infatti costretti a sottoporsi alle sedute nelle ore serali e notturne, affrontando un pesante sacrificio logistico e personale pur di garantire la continuità delle cure.
La posizione della Direzione Sanitaria: «Il GOM cura gli acuti, serve una rete territoriale»
La misura tampone nasce da una stretta collaborazione istituzionale tra il Gom e l'Azienda Sanitaria Provinciale, con l'Asp che interviene fornendo risorse umane ed economiche per sostenere la programmazione dei turni aggiuntivi. Per alleviare i disagi derivanti dai rientri a casa a tarda notte, è stata inoltre disposta la disponibilità di navette e servizi di trasporto dedicati, coordinati dalla Città Metropolitana e dall'azienda sanitaria.
Nel corso dell'incontro, il Direttore Sanitario Salvatore Costarella ha ribadito con fermezza la natura temporanea dell'intervento. Il dirigente ha ricordato come un ospedale Hub di secondo livello debba concentrare le proprie energie sulla gestione delle patologie acute, sulle casistiche complesse e sulle attività dell'unico Centro Trapianti reale attivo in Calabria. L'estensione dei turni per le terapie croniche rischia infatti di comprimere le altre specialità ospedaliere.
Secondo la direzione sanitaria, l'unica risposta logica risiede nella realizzazione di un centro dialisi territoriale in città, in linea con le direttive della Missione 6 del Pnrr sulla medicina di prossimità. Tale percorso risulta tuttavia rallentato dai complessi adempimenti burocratici e dai tempi tecnici occorrenti per l'adeguamento della struttura individuata in via Placido Geraci, attualmente sede del Centro di Salute Mentale.,
La denuncia di Fintred: «Accettiamo il tampone con l'amaro in bocca, ora la Regione firmi i decreti»
Di diversa intonazione è la reazione delle associazioni dei pazienti, che hanno accolto il provvedimento d'emergenza con profonda amarezza e forte preoccupazione per le prospettive future. Francesco Pontillo, coordinatore regionale di Fintred, ha evidenziato l'impossibilità di sottoporre a lungo persone ultraottantenni, invalide e con gravi patologie a estenuanti turni notturni, oltre al danno provocato a una struttura per acuti come il Gom. L'associazione ha rivolto un formale appello al Direttore Generale dell'Asp, la dottoressa Berardi, affinché rappresenti ufficialmente alla Regione Calabria che i 59 posti rene attualmente attivi sul territorio provinciale non sono sufficienti a coprire la domanda. Fintred ha respinto fermamente l'ipotesi di riorganizzare i servizi depotenziando i centri periferici di Scilla, Melito o Taurianova dove il personale lavora già sul terzo turno per fronteggiare le richieste locali, definendo tali proposte come tentativi inadeguati di redistribuire la scarsità anziché risolvere il problema. Pontillo ha espresso forte sconcerto per l'orientamento dei recenti incontri tecnici, durante i quali la deliberazione aziendale del 2018 che attestava il fabbisogno di 29 posti rene è stata liquidata come "carta straccia", ignorando persino i verbali del 2025 che ricalcolavano il deficit in ben 38 posti. Le rappresentanze dei malati e le organizzazioni sindacali chiedono quindi di superare le alchimie burocratiche e di procedere immediatamente alla firma dei decreti regionali per l'attivazione dei posti rene mancanti nel comune di Reggio Calabria.

