Esami specialistici fermi all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. La risonanza magnetica guasta da circa due settimane ha decretato lo stop a screening vitali. Una situazione critica, non nuova alle cronache, che è stata portata ora anche all’attenzione di Procura della Repubblica, Questura e Prefettura, informate del disservizio dai movimenti civici Città attiva e Comitato San Bruno, che hanno diffidato l’Azienda sanitaria provinciale, affinché provveda a far riparare al più presto l’importante apparecchiatura.

«Abbiamo invitato la commissione straordinaria a prendere provvedimenti urgenti - spiega l’avvocato Daniela Primerano, portavoce di Città Attiva -, perché è impossibile pensare che un macchinario di questa importanza possa restare fermo così a lungo. Non riusciamo a comprendere i motivi e come l’attesa per un suo ripristino possa essersi prolungata così a lungo. È davvero inspiegabile considerando che parliamo di un’apparecchiatura indispensabile per rispondere al bisogno di cura di un bacino di 150mila persone».

I comitati civici che, a Vibo Valentia, si battono per il diritto all’accesso alla sanità pubblica hanno presentato una diffida all’Asp per la riparazione della risonanza magnetica dell’ospedale cittadino, guasta da settimane. Un disservizio che priva di esami diagnostici vitali un bacino potenziale di 150mila utenti spingendoli verso le strutture private.

Nel frattempo l’utenza è costretta a ricorrere alle strutture private. «È chiaro che - sottolinea Primerano -, con una risonanza ferma in una struttura pubblica per 15-20 giorni, chi la deve fare deve trovare una soluzione che al 99 per cento dei casi passa per il privato, che al contrario è sempre efficientissimo. Noi non accettiamo questa situazione, un guasto ci può stare ma nel giro di pochi giorni va risolto».

Le associazioni che si battono per la tutela dell’accesso alla sanità pubblica, accendono dunque, ancora una volta, i riflettori sulle problematiche che attanagliano il sistema ospedaliero vibonese e, nel farlo, mantengono un’interlocuzione diretta con le istituzioni, nella convinzione che questo serva a smuovere gli interventi. «È la nostra prassi, noi mandiamo le diffide per conoscenza a Questura, Prefettura e Procura con le quali c’è un rapporto che apprezziamo tantissimo. Questo serve a fare in modo che siano a conoscenza della situazione e che, ognuno per la propria posizione intervenga. A questo proposito - aggiunge Primerano - mi lasci spendere parole di stima per il procuratore Falvo che a brevissimo lascerà Vibo Valentia. Lo salutiamo affettuosamente e lo ringraziamo per aver sempre prestato ascolto alle nostre istanze. È importante sentire le istituzioni vicine in questa battaglia».

Fonti interne al reparto di Radiologia dello Jazzolino, nel frattempo, rassicurano su un prossimo ripristino dell’apparecchiatura. Proprio in queste ore si stanno mettendo a punto le necessarie procedure, affinché la macchina torni pienamente operativa e possa ripartire a pieno regime già da lunedì 23 febbraio.