L’attesa bollinatura non c’è ma la sanità calabrese è ugualmente fuori dal regime di commissariamento. A mettere il punto alla querelle che si trascina ormai da mesi è la sezione centrale del controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato. La Corte dei Conti ha riunito l’adunanza nella giornata di ieri, deliberando che «non vi è luogo a pronuncia sul provvedimento».

Il provvedimento in esame era, appunto, il dpcm del 22 aprile scorso con cui il Consiglio dei Ministri aveva ufficialmente dichiarato concluso il regime di commissariamento della sanità calabrese. Il decreto non era stato, tuttavia, mai registrato dalla Corte dei Conti, la quale aveva al contrario chiesto al Ministero della Salute e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri delucidazioni sull’atto del Governo, in particolare in merito alle procedure amministrative adottate e alle criticità ancora evidenti nel sistema sanitario calabrese

A fornire spiegazioni più precise era stato nei giorni scorsi lo stesso ministro della Salute, Orazio Schillaci, che nel corso del question time alla Camera aveva infatti confermato che «con dpcm del 22 aprile è stata dichiarata la cessazione del mandato commissariale. In merito alla decorrenza degli effetti, l’atto com’è noto è sottoposto alla registrazione della Corte dei Conti. La procedura di controllo è in corso» aveva aggiunto il ministro. «La presidenza del Consiglio dei Ministri e questo ministero stanno fornendo i chiarimenti e la documentazione richiesta. Il 31 luglio è stata convocata l’adunanza della sezione centrale del controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato per l’esame e la pronuncia sul visto e la conseguenza auspicabile registrazione».

La registrazione, tuttavia, non c’è stata. Lo si legge nel verbale d’esito dell’adunanza del 31 luglio. «Facendo seguito alla nota di convocazione prot. n. SCCLA 45480 del 24 luglio 2026, si comunica che il collegio, nell’adunanza del 31 luglio 2026, ha deliberato che "non vi è luogo a pronuncia sul provvedimento in epigrafe”». L’atto è stato trasmesso alla presidenza del Consiglio dei ministri, al ministero della Salute e al Mef.

Con questa formula nei fatti la sezione centrale di controllo ha scelto di non procedere alla registrazione della delibera ma di non annullare l’atto del Consiglio dei Ministri con cui il Governo ha dichiarato conclusa l’esperienza commissariale in Calabria.