Secondo indiscrezioni provenienti dagli operatori del 118 i veicoli sono inservibili e in attesa di riparazione. In caso di necessità si dovrebbe ricorrere all’elisoccorso o chiedere mezzi ad altre province. Tropea non se la passa molto meglio: in servizio l’ambulanza sostitutiva ma manca l’ossigeno
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Sei ambulanze “rotte” e fuori servizio. Le postazioni Pet del 118 di Soriano Calabro e Serra San Bruno sono rimaste senza mezzi operativi. A causare lo stop sarebbe l’indisponibilità delle ambulanze in dotazione, attualmente inservibili a causa di guasti e bisognose degli interventi necessari per rimetterle su strada.
È quanto emerge da indiscrezioni provenienti dagli ambienti dell’emergenza-urgenza vibonese, secondo le quali sarebbero complessivamente sei le ambulanze ferme: due a Soriano, due a Serra San Bruno e due a Vibo Valentia. Una situazione aggravata dall’assenza di mezzi sostitutivi da assegnare temporaneamente alle postazioni interessate.
Nessuna ambulanza di riserva
Sia a Soriano sia a Serra San Bruno non sarebbe disponibile una seconda ambulanza da utilizzare in caso di guasto del mezzo principale, perché anche i veicoli sostitutivi risulterebbero fuori uso.
Tra gli operatori del 118 viene sollevato inoltre il dubbio sull’effettiva disponibilità dell’ambulanza pediatrica. Una situazione che alimenta nuovi interrogativi sulla capacità di intervento in caso di emergenze sanitarie, soprattutto in un’area caratterizzata da territori montani, distanze rilevanti e collegamenti non sempre agevoli.
In caso di chiamata, l’intervento dovrebbe essere affidato alle ambulanze provenienti da altre postazioni fuori provincia con il rischio di allungare i tempi di arrivo e lasciare contemporaneamente scoperte altre zone calabresi.
Meno grave la situazione a Vibo dove le postazioni Pet sono due e se una è out c’è comunque l’altra che può sopperire alla momentanea indisponibilità di un mezzo, sempre che l’unica ambulanza rimasta operativa non sia già impegnata. Nelle Serre e a Soriano, invece, lo scenario è più preoccupante. In caso di emergenza dovrebbe intervenire l’elisoccorso, compatibilmente con le condizioni meteorologiche e con la disponibilità del mezzo, oppure bisognerebbe richiedere un’ambulanza da una postazione fuori provincia. Si comprende bene, dunque, quanto il quadro complessivo sia precario e caratterizzato da margini di incertezza difficilmente compatibili con un servizio di emergenza.
Le ambulanze ferme a causa di guasti meccanici stazionavano ieri nel perimetro dell’ospedale di Vibo Valentia. Poi, per evitare che una simile concentrazione di mezzi saltasse troppo all’occhio, alcune sarebbero state spostate a Pizzo, sebbene restino inutilizzabili per il normale servizio di emergenza-urgenza.
Tropea regge ma al limite
Regge invece, sebbene al limite, la Pet di Tropea, dove l’ambulanza sostitutiva sarebbe ancora funzionante. Ma anche qui non sono rose e fiori. Gli operatori denunciano di essere costretti a portarsi da casa dispositivi basilari, come i guanti sterili, oppure a chiederli ai familiari dei pazienti soccorsi. Anche la fornitura di ossigeno sarebbe agli sgoccioli, con una sola bombola disponibile, che potrebbe rivelarsi del tutto insufficiente in presenza di un paziente in codice rosso.
Uno scenario che, è bene rimarcarlo, non è imputabile all’Asp di Vibo, che ha ceduto ad Azienda Zero le proprie competenze nel settore dell’emergenza-urgenza, servizio ormai accentrato a livello regionale. Ed è proprio contro l’ente unico calabrese che gli operatori sul campo puntano il dito. In questo campo, sottolineano, anche pochi minuti possono risultare decisivi. Per questo l’assenza delle ambulanze non può essere considerata un semplice inconveniente tecnico, ma un problema che riguarda direttamente la sicurezza e il diritto all’assistenza sanitaria dei cittadini.

