Portare un po’ di leggerezza nel reparto in cui, giorno dopo giorno, ora dopo ora, i pazienti lottano per la vita. È l’obiettivo delle volontarie del progetto “Doctor Smile – Clownterapia”, nato nell’ambito del Servizio Civile Universale sotto il coordinamento dell’associazione “Donna Mediterranea”, che due giorni fa sono entrate nel reparto di Oncologia dell’ospedale di Paola, mentre i degenti erano sottoposti al trattamento chemioterapico.

Una presenza discreta

Formate attraverso un percorso specifico, le volontarie hanno indossato camice bianco e naso rosso e, affiancate dalla presidente Amalia Nava, hanno distribuito giochi, palloncini e piccoli doni. Una presenza discreta, la loro, ma accolta con entusiasmo, capace di trasformare qualche ora di terapia in un momento più umano e sostenibile, per provare a dare conforto emotivo a chi affronta un percorso complesso. Il progetto si struttura anche tramite la diffusione di materiale informativo che illustra obiettivi, attività e testimonianze raccolte direttamente sul campo.

Al fianco dei più fragili

«“Doctor Smile” è nato nel novembre 2024 per volere dell’associazione Donna Mediterranea», che da quasi 22 anni opera al fianco delle pazienti oncologiche nel territorio della Riviera dei Cedri. «Dopo un corso di formazione – spiega Ilaria Martino, una delle volontarie -, abbiamo dato vita a questa nuova realtà con l’obiettivo di portare sorrisi e gioia ovunque ce ne sia bisogno, dalle case di riposo agli ospedali, ovvero in quei posti in cui la clownterapia può davvero fare la differenza».

L’umanità come cura

Determinante per la realizzazione dell’iniziativa è stata la disponibilità del dottor Gianfranco Filippelli, direttore del reparto oncologico dell’ospedale di Paola e coordinatore della rete oncologica regionale. «Lenire la sofferenza durante le infusioni di chemioterapia è fondamentale - ha dichiarato -. Sono momenti impegnativi, e tutto ciò che può portare serenità è sempre ben accolto. La clownterapia si sta diffondendo rapidamente negli ospedali, non solo in Oncologia ma anche in Pediatria e in altri reparti. Portare gioia e speranza è un messaggio potentissimo».

Ma qui, in queste stanze in cui si lotta per rimanere aggrappati alla vita, il dottor Filippelli ha dato vita a tante altre iniziative per rendere il percorso terapeutico dei pazienti oncologici più sopportabile. «Ad esempio c’è l’estetica oncologica. Vedere una donna che si è appena sottoposta alla chemioterapia andare dall’estetista e vedersi bellissima, è veramente commovente. Poi – ha concluso - ci sono anche la filmterapia e la musicoterapia». Come aveva già raccontato il nostro giornale, il direttore d’orchestra Beppe Vessicchio, mancato pochi giorni fa, aveva donato al reparto una compilation di musica rilassante e aveva anche fatto visita ai pazienti, portando una ventata di gioia. Perché in questo reparto ogni piccolo gesto d’amore e di umanità è una carezza che scalda il cuore.