Il fotografo cosentino ripercorre la carriera tra serie minori e grandi stadi, ricordando momenti indimenticabili e la nascita del suo primo libro: «Ai giovani dico di credere nei propri sogni»
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Vent’anni di carriera, decine di stadi attraversati, incontri ravvicinati con leggende come Lionel Messi, Cristiano Ronaldo, Rafael Nadal e Novak Djokovic: questa è la storia di Andrea Rosito, fotografo sportivo calabrese, di Cosenza, che ha trasformato la sua passione in una professione e ora in un libro.
“Fuori Fuoco” è il titolo del suo primo lavoro editoriale, un volume che non racconta solo immagini ma anche emozioni e momenti di vita vissuti dietro l’obiettivo. L’idea, spiega Rosito, è nata da una serie di vicissitudini personali: «Volevo fare un escursus fotografico dalle prime fotografie e mettere dentro quelle più belle, ma poi ho deciso di esprimere anche i pensieri e le emozioni vissute in questi anni», racconta ai microfoni del nostro network.
Il titolo stesso, “Fuori Fuoco”, gioca con la doppia valenza del termine: «Ho voluto intitolarlo così per mettere a fuoco un po’ la mia vita che è stata condizionata da questo mestiere», confessa Rosito, sottolineando il legame tra la sua esperienza professionale e quella personale.
Come molti giovani calabresi, anche Andrea si è trovato di fronte a un bivio: seguire la sicurezza di una carriera da perito informatico o inseguire il sogno della fotografia sportiva: «L’ho capito dopo la prima partita, vent’anni fa, quando ho visto la partita da bordo campo e ho sentito l’emozione delle voci, dell’odore dell’erba… da lì ho capito che poteva diventare un lavoro».
Rosito racconta come la passione abbia guidato ogni sua scelta: dai campi polverosi delle serie minori fino agli stadi internazionali, come San Siro. Nonostante il passaggio a livelli professionistici altissimi, spiega, il filo conduttore resta lo stesso: «È l’emozione iniziale di entrare in grandi stadi, ma poi subentra la professionalità e la voglia di fare lo scatto perfetto».
Nel libro si susseguono aneddoti che spaziano dallo sport nazionale all’internazionale. Tra gli scatti più memorabili c’è quello di Romelu Lukaku in una finale di Champions League, «un’immagine perfetta: la palla attaccata allo scarpino, né un secondo prima né un secondo dopo». Non mancano episodi curiosi, come quando Rosito, apparentemente “scappando”, si trovò nel mirino delle telecamere di Sky, diventando virale sui social.
Tra i ricordi più emozionanti anche Gigi Marulla, storico capitano del Cosenza, immortalato in uno scatto diventato un murales nella città calabrese: «Ogni volta che torno a casa e passo davanti a quel murales, sento il legame con lui e con le mie radici». Rosito ha fotografato calcio, tennis e persino motori, senza distinzione di importanza o notorietà degli atleti. «Dal fotografare una partita d’eccellenza a San Siro, per me è la stessa cosa: la passione guida ogni scatto», spiega, ricordando momenti con Novak Djokovic e Rafael Nadal, ma anche Valentino Rossi all’EICMA di Milano. Oltre alla cronaca dei momenti sportivi, “Fuori Fuoco” è anche un libro di incoraggiamento: «Ai giovani dico di credere nei propri sogni. Come disse Davide Nicola, se non sarà oggi sarà domani, ma chi ha una sana ambizione prima o poi raggiunge le cose».

