Nato a Milano da genitori originari di Campana, nel Cosentino, chiude la lunga esperienza nel club: nove trofei conquistati dal 2014 alla guida dell’area sportiva
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Dopo 28 anni si chiude la storia tra Piero Ausilio e l’Inter. Il dirigente milanese, figlio di genitori originari di Campana, in provincia di Cosenza, lascia il club nerazzurro dopo aver raggiunto l’intesa per la risoluzione immediata del rapporto. Il contratto sarebbe scaduto a giugno 2027, ma non è stato trovato l’accordo sul rinnovo. All’offerta di un prolungamento annuale alle stesse cifre, Ausilio avrebbe preferito almeno un biennale. Nel tardo pomeriggio è arrivata così la decisione di separarsi. Prima dell’addio passerà da Appiano Gentile per salutare la squadra.
«Dopo 28 anni indimenticabili, è arrivato il momento più difficile: salutare quella che per me non è mai stata una semplice squadra, ma una seconda pelle», ha scritto Ausilio nel suo messaggio di congedo. «In quasi tre decenni ho dato all’Inter ogni singolo secondo della mia vita, ogni energia, ogni battito».
Dalle giovanili alla prima squadra
Nato a Milano il 28 giugno 1972, Ausilio aveva iniziato da calciatore nelle giovanili della Pro Sesto, nel ruolo di mediano. Un grave infortunio al ginocchio lo costrinse a interrompere la carriera a soli 18 anni. All’Inter è arrivato dal settore giovanile, scalando progressivamente i ruoli fino a diventare direttore sportivo nel 2014. Ha attraversato tre cambi di proprietà, vivendo momenti difficili e la successiva rinascita del club. Durante la sua gestione l’Inter ha conquistato 3 Scudetti, 3 Coppe Italia e 3 Supercoppe italiane, fino alla Seconda Stella. Un lungo percorso professionale che ora si conclude, ma che, nelle parole di Ausilio, non cancella il legame con i colori nerazzurri: «Lascio questo ruolo, ma non potrò mai staccarmi da questi colori».

