Contatti concreti con una cordata di imprenditori locali: sul tavolo il rimborso dei capitali e i costi della stagione corrente
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Le notizie sono due, entrambe pluriverificate e al netto delle probabilissime e ormai stucchevoli smentite che inevitabilmente arriveranno. Il futuro della Reggina si gioca su questi elementi, concreti più di quanto si voglia far credere.
La prima è chiara: esiste almeno una trattativa in piedi per la cessione del club. Non un semplice pour parler, ma un canale reale, avviato, che racconta soprattutto una presa di coscienza da parte del patron amaranto Ballarino. Il tempo dell’attuale proprietà sullo Stretto appare ormai agli sgoccioli, con la sensazione sempre più forte che si sia arrivati alla fine di un ciclo.
La seconda notizia entra invece nel merito e aggiunge dettagli tutt’altro che secondari. Un gruppo di imprenditori reggini, molto noti, avrebbe già mosso passi concreti, arrivando a un incontro diretto con lo stesso Ballarino. Un confronto che certifica la serietà dell’interesse, ma che ha immediatamente fatto emergere il vero ostacolo: la richiesta economica.
Sul tavolo, infatti, sarebbe stata avanzata una cifra superiore ai 2 milioni di euro, onnicomprensiva. Dentro ci sono tutti i fondi fin qui immessi nel club dall’attuale proprietà – circa 1,5 milioni – che verrebbero di fatto “rifusi” attraverso il prezzo di cessione, ma anche l’accollo delle spese necessarie per chiudere la stagione in corso, quantificate in circa 700 mila euro.
In altre parole, chi intende rilevare la Reggina dovrebbe farsi carico non solo del presente e delle prospettive future, ma anche dell’intero recente passato. Tre stagioni complicate, deludenti sul piano sportivo, sulle quali la firma è stata quella di Ballarino. Una firma che oggi, però, si traduce in un conto da presentare ad altri.
Una posizione che inevitabilmente complica il percorso e rischia di irrigidire la trattativa, rendendo più difficile trasformare i contatti già avviati in un accordo concreto. Perché se è vero che il dialogo esiste, è altrettanto evidente che le distanze restano significative.
Il futuro della Reggina, dunque, è appeso a un equilibrio fragile: tra la volontà di cedere e la necessità di trovare condizioni sostenibili per chi dovrebbe subentrare. E, almeno per ora, la sensazione è che la partita sia ancora tutta da giocare.

