Il giornalista e conduttore tira le somme dopo l’ultima puntata del format: «Tanti ospiti in esclusive e di rilievo nel panorama calcistico nazione e un modo di raccontare tutto nostro, non possiamo che essere felici di quanto fatto»
Tutti gli articoli di Sport
PHOTO
Un campionato di Serie B seguito, approfondito e analizzato nel dettaglio dalla prima all'ultima giornata (playoff compresi) grazie a 11 in Campo, format di LaC TV e condotto dal giornalista Maurizio Insardà. Il tutto portato avanti con competenza e professionalità, toccando punti mai banali e senza soffermarsi troppo in superficie, ovvero al classico rettangolo verde, ma cercando di andare oltre ed è forse stata questa la vera peculiarità del programma.
Finisce ora un'altra stagione e 11 in Campo, per quel che riguarda l'analisi della Serie B, si conferma leader in Calabria non solo per la continuità, ma soprattutto per la qualità che ha offerto al pubblico, con ospiti di spicco nel panorama calcistico nazionale. Trasmissione arricchita, dalla presenza fissa in studio, del giornalista Giampaolo Cristofaro e dal direttore sportivo Giuseppe Ursino ma senza dimenticare il contributo di Alessia Mancini.
Una stagione top
Insomma, si potrebbe dire una stagione da vertici se si ripercorrono le puntate settimanali e gli ospiti avuti. Una breve analisi, ai microfoni di LaC News24, l'ha voluta fare proprio Maurizio Insardà, promotore del programma: «Un bilancio sicuramente positivo perché abbiamo raccontato l'andamento del campionato di Serie B, dalla prima all'ultima giornata. Numerosi ospiti in esclusiva come, per esempio, Giovanni Stroppa e Massimiliani Alvini, rispettivamente primo e secondo del campionato e neopromossi in Serie A alla guida di Venezia e Frosinone. Tra i tanti volti avuti, bisogna inoltre ricordare il presidente della Lega Serie B Paolo Bedin fino ai numerosi giocatori, allenatori, direttori e giornalisti di caratura nazionale».
Gran finale
Ogni lunedì le attese non sono mai state tradite, come testimoniano i nomi sopra menzionati. Non solo, perché nell'ultima puntata Maurizio Insardà ha voluto chiudere col botto: «Abbiamo chiuso la stagione televisiva portando in puntata il presidente del Catanzaro Floriano Noto, il direttore sportivo giallorosso Ciro Polito e il bomber Pietro Iemmello. Non possiamo che essere felicissimi di tutto questo e di raccontare, sempre e solo attraverso il nostro modo, un campionato che abbraccia tutta l'Italia e regala puntualmente sorprese e imprevedibilità. Soddisfazione enorme sia per i dati in nostro possesso che per la qualità del prodotto».
Gioco di squadra
Come nel calcio, però, anche in questo contesto il gioco di squadra è fondamentale se si vuole fare la differenza e, in questo caso, il team è decisamente valido: «Continuo a guardare il mio percorso con umiltà - spiega Insardà - ma soprattutto attento a offrire un prodotto di qualità perché, a mio avviso, è fondamentale. La differenza la fanno sempre gli ospiti e il calcio si racconta esclusivamente con gli addetti ai lavori».
E ancora: «Ringrazio fortemente l'editore Domenico Maduli e la dottoressa Maria Grazia Falduto per aver creduto in questo progetto e per avermi concesso piena fiducia, così come il ringraziamento per il supporto va dato anche ai direttori Cilurzo e Laratta. Non posso inoltre dimenticare l'intera famiglia della redazione di LaC News24, dalla regia ai singoli dipendenti poiché, ognuno di loro, ha contribuito a mettere un piccolo tassello nella riuscita di quest'altra stagione. Il format 11 in Campo esiste perché lo vuole la famiglia di LaC, e questo è importante».
Unica amarezza
Una stagione di soddisfazioni dunque e di imposizione sul campo mediatico regionale (e non solo). Un piccolo rammarico in tutto questo, però, Maurizio Insardà lo trova: «Unica amarezza di questa splendida annata è stata quella inerente il Catanzaro a un passo dalla Serie A. Lo abbiamo accompagnato fin dalla prima giornata, a concludere nella finale di ritorno playoff contro il Monza dove si è sfiorata l'impresa. I giallorossi, e noi insieme a loro, siamo arrivati a un passo dal grande sogno».

