La sconfitta per 2-1 contro la capolista chiude ogni speranza. Decisivo il rigore fallito da Lentini. Il tecnico: «Abbiamo creato tanto ma non riusciamo a vincere»
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Il triplice fischio del match contro la PLM Morrone sancisce la fine dei sogni di gloria per il Corigliano. Nonostante una prestazione gagliarda sul campo della prima della classe, la sconfitta per 2-1 mette la parola fine alla rincorsa play-off. È un verdetto pesante per una piazza che, a inizio stagione, respirava ben altra aria, tra proclami di vertice e un mercato che faceva sperare in un campionato da protagonista. L'avvicendamento in panchina tra mister Aita e mister Pacino non ha portato i punti sperati, nonostante un cambio di atteggiamento visibile. Lo stesso tecnico Pacino, a fine gara, non nasconde l'amarezza per un copione che si ripete: «Innanzitutto facciamo i complimenti alla Morrone, che è una grossissima squadra e merita di essere prima. Penso che oggi non ci possa dire niente nessuno, ma è la storia di tutta la stagione: giochiamo, giochiamo, ma alla fine non riusciamo a vincere. Oggi avevamo l'ultimo match per rientrare nella corsa playoff, era una piccola speranza, ma non ci siamo riusciti perché abbiamo sbagliato tantissimo e quando sbagli, contro chi ha più forza, alla fine perdi». Il match è stato lo specchio di un'annata stregata. Il Corigliano ha ribattuto colpo su colpo, trovandosi anche nella posizione di poter piazzare il colpo del KO tecnico. Il momento spartiacque è stato il rigore fallito da Lentini, solitamente infallibile dagli undici metri. Un errore che ha pesato come un macigno sul morale e sul risultato finale.
«Se oggi avessimo vinto non avremmo rubato niente, a un certo punto mi stava stretto anche il pareggio» – prosegue Pacino analizzando gli episodi –, purtroppo, stiamo parlando di un risultato molto bugiardo. Abbiamo creato dieci palle gol e subito due reti senza quasi subire tiri in porta. Peccato per il rigore, se fossimo andati sul 2-1 a venti minuti dalla fine poteva succedere di tutto. Il rammarico è non aver giocato con questa cattiveria agonistica già sette giorni fa». La classifica ora è impietosa e costringe la società a una riflessione profonda. Il distacco dalla vetta è netto, non tanto per la qualità espressa in campo oggi, quanto per la continuità che è mancata nei momenti chiave. Resta l'orgoglio di aver giocato alla pari contro la capolista, un dettaglio che rende ancora più incomprensibile il cammino altalenante dei biancazzurri. Il tecnico guarda ora al futuro immediato con realismo: «Io a quattro partite dalla fine ci ho messo la faccia e non mi tiro indietro. Mi auguro che i ragazzi continuino ad allenarsi con continuità perché dobbiamo chiudere questo campionato con dignità e orgoglio. Non dobbiamo mollare, anche se non abbiamo più obiettivi, dobbiamo giocarcela fino alla fine come fatto oggi».
L'ultima nota è per il pubblico. Nonostante i risultati deludenti e una stagione ben al di sotto delle aspettative, il seguito dei sostenitori biancazzurri non è mai mancato, superando per calore anche quello della capolista. «Sono andato dai tifosi a dirlo, ce l'abbiamo messa tutta. Magari anche vincendo oggi – conclude Pacino – non sarebbe cambiato nulla, ma avrei voluto dare una soddisfazione a questi ragazzi che vengono a cantare per 100 minuti. Sono eccezionali, oggi si è vista la PLM Morrone prima in classifica senza tifosi, e noi che lottiamo per i playoff, con 80 persone al seguito». Ultimi 180 minuti, immediatamente dopo tempo di riflessioni.

