La sconfitta pesa e conferma difficoltà ricorrenti contro squadre fisiche e organizzate. Ora all’Arechi serve una risposta immediata
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Non è così che il Cosenza doveva inaugurare il 2026. La sconfitta contro il Monopoli pesa, e pesa molto, perché riporta a galla limiti che ormai non possono più essere ignorati. I Lupi della Sila hanno sofferto ancora una volta una squadra solida, fisicamente strutturata e ben organizzata, confermando una difficoltà già emersa in altre occasioni.
Era accaduto contro l’Atalanta Under 23, prima ancora con la Salernitana, senza dimenticare la prestazione opaca in trasferta contro il Foggia. Contro avversari di questo tipo il Cosenza va sistematicamente in affanno. Eppure la ventesima giornata poteva rappresentare un’opportunità: il risultato del Catania lasciava spazio a un possibile avvicinamento alla vetta. Invece la realtà del campo racconta altro.
Il successo del Benevento contro il Crotone ha allungato ulteriormente le distanze, anche sui siciliani, e questo non è un segnale incoraggiante. Il quadro che emerge è chiaro: il Cosenza, oggi, può realisticamente puntare a ottenere la miglior posizione possibile in zona playoff, ma fatica a sostenere un passo da vertice. Manca quella continuità di risultati - il filotto di vittorie - indispensabile per comandare un campionato complesso e logorante come la serie C.
In questo contesto anche Buscè è chiamato a un mea culpa. Contro il Monopoli non sono arrivate le contromisure giuste per arginare una squadra compatta, capace di colpire nei momenti chiave e di pescare risorse importanti dalla panchina. Emblematico l’ingresso di Fall, subito determinante per intensità e impatto sulla partita.
Ora serve un esame di coscienza, collettivo, e una reazione immediata. Lunedì prossimo, all’Arechi, contro la Salernitana, attende una sfida dal sapore antico, in un ambiente che sarà una vera bolgia. Per i Lupi della Sila non ci sono alternative: bisogna ripartire a testa bassa e rispondere sul campo con una prestazione convincente.

