Dopo il trionfo europeo la Smile Cosenza, società militante nel massimo campionato femminile di pallanuoto, stava gettando le basi per costruire una compagine in grado di puntare allo scudetto. Invece la società ha deciso di non iscrivere la squadra al campionato. Lo hanno annunciato in conferenza stampa il presidente Francesco Manna e i dirigenti Armando Filomia e Andrea Borsani. Una doccia fredda. Ma la decisione è irrevocabile. Il problema è la carenza di infrastrutture.

Mentre l'attigua piscina scoperta, rimane chiusa e inutilizzata per nove mesi l'anno. In questa stagione, le attività all'esterno, per scelta del gestore, inizieranno solo a partire dal 15 giugno prossimo. Motivo per il quale, denunciano i vertici della Smile, non è stato possibile organizzare il tradizionale meeting di nuoto Città di Cosenza, con una perdita per l'intero indotto, soprattutto alberghi e ristoranti, stimabile - hanno denunciato i vertici della Smile - in almeno centomila euro.

Già dallo scorso mese di dicembre - hanno poi precisato Manna, Filomia e Borsani - sono state attivate tutte le interlocuzioni necessarie con il gestore dell’impianto e con l’amministrazione comunale che della piscina è proprietaria, allo scopo di giungere ad una intesa che consentisse di impiegare l'impianto scoperto e inutilizzato, per le esigenze della squadra di serie A di pallanuoto femminile, ma anche per tutte le attività della Smile, sia a livello di squadra maschile sia a livello di squadre giovanili.

E però, ad oggi, nessun accordo è stato raggiunto, nonostante la Smile abbia manifestato la disponibilità ad assumersi gli oneri necessari, e nonostante la disponibilità manifestata dal presidente del comitato regionale calabro della FIN, Alfredo Porcaro, di fare la propria parte.

La prima conseguenza di questo mancato accordo è stato lo spostamento da Cosenza a Crotone del centro federale, con grande beneficio per quella piscina che, grazie agli investimenti operati ed alla programmazione più ampia e più ricca, ha prodotto in un solo mese ben 537 iscrizioni. L'altra conseguenza, come detto, è la mancata iscrizione della squadra femminile di serie A al campionato.

«Purtroppo non è possibile assumere impegni con tecnici e giocatrici di altissima fascia senza poter garantire loro condizioni di allenamento decenti. Il nostro portiere Divina Nigro, proprio per la carenza di spazi, ha appena accettato di trasferirsi all'OlimpyaKos, in Grecia. Tra l'altro - ha continuato il presidente Manna - in qualità di detentori della Conference Cup, avremmo potuto anche organizzare a Cosenza uno dei gironi dell'altra prestigiosa competizione europea, la LEN Cup, cui ci siamo qualificati, in ragione del quinto posto ottenuto nel campionato appena concluso. È inaccettabile. Pensate cosa sarebbe successo nel calcio se una squadra avesse vinto la Coppa Eufa e non avesse avuto poi uno spazio per allenarsi».

Il termine della scadenza dell'iscrizione al campionato di serie A è nella prima decade di luglio. E però una soluzione va trovata nelle prossime 24 ore. Altrimenti le atlete oggi tesserate con la Smile inizieranno certamente a cercarsi un'altra sistemazione. Le offerte non mancano: Rapallo e Trieste si sono già fatte avanti.