Si è tenuto oggi a Palazzo dei Bruzi l’atteso incontro tra il sindaco di Cosenza Franz Caruso e i rappresentanti del tifo organizzato rossoblù, rinviato nelle scorse settimane a causa del maltempo. Un confronto molto sentito, arrivato a distanza di mesi da quel primo appuntamento del 29 settembre scorso al Cinema San Nicola, quando al tavolo era presente anche il presidente del Cosenza Eugenio Guarascio e il clima fu segnato da una durissima contestazione. In quell’occasione Caruso, al termine del dibattito, aveva assicurato l’intenzione di attivarsi per favorire un cambio di proprietà del club. Da allora, però, i tifosi non hanno ravvisato passi concreti e oggi hanno chiesto conto direttamente al primo cittadino.

All’incontro hanno preso parte i rappresentanti della Curva Nord, della Curva Sud e dei club rossoblù. Ad ascoltare le loro rimostranze, oltre al sindaco, anche i primi cittadini di Rovito e Carolei Giuseppe De Santis e Francesco Iannucci, il consigliere regionale Francesco De Cicco, l’assessore comunale Pasquale Sconosciuto e il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca.

Tra i primi a prendere la parola è stato Massimiliano Pesce del Centro Coordinamento Club, che ha chiesto apertamente che «il percorso di Guarascio termini con la fine del campionato». Un concetto poi ribadito con ancora maggiore forza dagli esponenti del tifo organizzato, che hanno chiesto un’assunzione di responsabilità politica sulla vicenda.

Durissimo l’intervento di Pietro Garritano, in rappresentanza della Curva Nord: «Non abbiamo voluto la presenza della società, ma sindaco le chiedo: se la mattina lei trova la città sporca, interviene? Certo che sì. Pertanto, perché la politica non è intervenuta per interrompere questa situazione che si trascina da anni? Nel 2023 le dicemmo che i suoi interlocutori erano presuntosi e arroganti e che c’era il rischio che lo stadio restasse deserto. Oggi le nostre parole si sono avverate, con pochi intimi sugli spalti e senza gruppi organizzati. Lei come sindaco vuole o non vuole intervenire?». Garritano ha poi aggiunto: «All’incontro al Cinema San Nicola col presidente venne fuori la vera faccia di Guarascio, ma nonostante lei più volte lo abbia richiamato ai suoi doveri verso la città, nessuna risposta ha sortito. Se lei volesse, entro giugno risolverebbe il problema. Stasera le stiamo dicendo che non tolleriamo più questa situazione e che la nostra protesta sta facendo breccia anche altrove (nei fan di Lazio e Torino, ndr). Siamo disposti a tutto, il Cosenza va liberato perché ne va dell’immagine della città. In 15 anni Guarascio non ha costruito nulla. Cosa vale il club oltre la categoria di appartenenza? Nulla».

Lo stesso Garritano ha poi rincarato la dose rivolgendosi nuovamente al sindaco: «Sindaco, stasera a nome della tifoseria organizzata le chiediamo in maniera definitiva di chiudere questa lunga parentesi. Ci ha promesso al cinema che avrebbe rivisto la convenzione riunendo il consiglio. Non abbiamo saputo nulla».

Sulla stessa linea Gianni De Buono della Curva Sud: «Non c’è alternativa all’addio di Eugenio Guarascio e la soluzione vogliamo trovarla insieme a lei. L’attenzione sul Cosenza Calcio è ormai scemata completamente quando in altri tempi con la squadra al terzo posto ci sarebbe la città in festa. Noi abbiamo letto la convenzione e ci sono a nostro avviso una sfilza di inadempienze: che aspettate ad intervenire? Le chiediamo di liberare la squadra dandogli perfino le chiavi della città, ma per andarsene».

Nel dibattito è intervenuto anche Antonello Aprile dell’associazione Cosenza nel Cuore, che ha indicato una possibile pista di interlocuzione alternativa: «Il nostro suggerimento è di interpellare il vero proprietario del club, vale a dire la holding di famiglia. Fate leva su Ortensia Guarascio e sul figlio che, da quanto sappiamo, spingono affinché il presidente chiuda l’avventura nel calcio cittadino».

Da parte sua Franz Caruso ha ribadito la propria vicinanza alla protesta della tifoseria, assumendo toni molto netti: «Io sposo completamente le vostre istanze. Non ho mai fatto mistero di un’adesione totale a quella espressa dal tifo organizzato. Guarascio una sola cosa ha fatto a Cosenza: mettere d’accordo i tifosi rossoblù. Io da cittadino e da sindaco mi sento preso in giro da un uomo che non si può permettere di prendere in giro nessuno».

Il sindaco ha poi spiegato come il tema abbia ormai superato i confini sportivi: «Chiederò l’intervento del nuovo presidente della Provincia Biagio Faragalli e del nostro Prefetto. Il problema è diventato sociale, non più sportivo perché quando i cittadini mi fermano non mi chiedono più di argomenti pregnanti per l’amministrazione. Mi chiedono solo di Guarascio, che io non ho più chiamato da quell’incontro al Cinema San Nicola, né accolto alcuna richiesta pervenuta in Comune. Mi meraviglio che ci sia qualcuno che si sieda vicino a lui allo stadio».

Caruso ha quindi ripercorso anche il tentativo di cessione sfumato la scorsa estate: «Io non ho alcuna possibilità di togliergli la squadra, perché è un fatto civilistico-privato. In estate mi chiamò il signor Oliva che incontrai al Bar Dante di Cosenza e che mi garantì di essere alle firme per la cessione del club. La sottoscrizione dell’atto di compravendita della società non fu mai firmata perché mi dissero che sorsero problemi sulle modalità di pagamento».

Infine il sindaco si è soffermato sul tema della convenzione dello stadio e sulle possibili mosse future: «Vanno comunque tenuti separati i livelli del servizio che rende a Cosenza e quello legato alla società sportiva che amministra. Sarò con voi in prima fila ad una manifestazione qualora la vogliate organizzare. Sulla convenzione ci sono elementi che possono portarci alla revisione. Il problema è sulla gestione dello stadio su cui poi la Corte dei Conti vorrebbe chiarimenti. Firmammo per 90mila euro per 5 anni per le note necessità di intervenire. Revocare la convenzione espone Palazzo dei Bruzi a una responsabilità erariale. Noi stiamo agendo per ottenere pagamento del dovuto, ma se prima avevamo un interlocutore tracotante, adesso la situazione si è raddoppiata. Proverò a contattare la sorella di Guarascio per convocarla in Comune e capire da lei le volontà del gruppo sulla gestione del Cosenza Calcio. Dopo averla convocata faremo un passaggio un Consiglio comunale che deliberò la convenzione. La concessione non è in via esclusiva, chi ha la possibilità di realizzare un’altra squadra può interloquire con noi». Infine Giuseppe Giorno, coordinatore provinciale del M5S e tifoso del Cosenza, rivolgendosi al Sindaco Caruso cita l'articolo 19 della convenzione in base a cui in presenza di un finanziamento, come quello di 7 milioni per il restyling dell'impianto, la convenzione può essere ritirata dal Comune. «Dica da stasera che questa amministrazione a giugno non rilascerà il nulla osta al club così che dover giocare altrove». 

Il Presidente del Consiglio comunale di Cosenza, Giuseppe Mazzuca e Francesco De Cicco sono intervenuti dicendo: «Se ci saranno le condizioni, considerato che chiederemo agli uffici un parere per la revoca, porterò la questione in Consiglio comunale per la revoca della pratica. Questo è l’impegno che prendo con voi».