Crotone Calcio, insulti choc a Simy: sindaco conferisce cittadinanza simbolica al figlio

L’attaccante nigeriano e il suo bambino erano stati destinatari di offese e frasi razziste su Instagram: «Ho denunciato pubblicamente per dare l’esempio. Tanti ragazzi ci guardano ed è importante dare loro messaggi giusti»

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di Redazione
26 marzo 2021
20:27
Simy e il sindaco Vincenzo Voce
Simy e il sindaco Vincenzo Voce

Dopo gli insulti choc diretti a lui e al suo bambino, apparsi sulla sua pagina Instagram, il centravanti del Crotone Calcio Simy è stato ricevuto, nella sede comunale, dal sindaco Vincenzo Voce e dall’assessore allo Sport Luca Bossi. Nell’immediatezza del fatto, che seguiva a breve distanza un simile, intollerabile episodio accaduto ad un altro giocatore del Crotone, Adam Ounas, il primo cittadino aveva espresso all’atleta la solidarietà e la vicinanza della comunità cittadina, così come era avvenuto per lo stesso Ounas.

Cittadinanza simbolica al bambino

«Dimostrandosi un grande uomo, oltre che un grande atleta, Simy ha pubblicamente denunciato il gesto così come meritoriamente aveva fatto Ounas – si legge in una nota diramata dall’ente comunale - Il coinvolgimento in questo gravissimo episodio del figlio di Simy ha destato particolare sdegno in tutta la comunità crotonese».


«Sulla base del principio che la città di Crotone condanna e respinge con fermezza ogni forma di razzismo, di discriminazione, di violenza fisica e verbale – scrivono ancora da Piazza della Resistenza - il sindaco Voce ha voluto conferire al piccolo Nwankwo la cittadinanza simbolica prevista dal regolamento “Io sono crotonese – io sono italiano”. La città di Crotone è stata una delle prime in Italia ad adottare questo regolamento che intende evidenziare che la tutela della dignità personale, il rispetto dell’altro, l’accoglienza sono principi fondamentali per ogni crotonese e rappresentano un obbligo morale per la nostra comunità che li persegue con spirito di fratellanza».

Le parole del sindaco

Simy ha così ricevuto la pergamena dalle mani del sindaco, che ha rinnovato vicinanza e solidarietà dell’intera comunità cittadina: «Crotone ti vuole bene e ti abbraccia simbolicamente. Ti è vicina e ti ringrazia perché, denunciando pubblicamente questo inaccettabile episodio, hai dimostrato di essere un grande uomo e hai dato un esempio importantissimo: bisogna denunciare perché è solo con la consapevolezza della gravità degli atti che si può combattere l’intolleranza, la violenza verbale e fisica, il razzismo. Abbraccia a nome di tutta la comunità di Crotone il tuo bambino. Crescerà con grandi valori perché avrà al suo fianco un grande papà» ha detto Voce.

«L'incontro di oggi esplicita ancora una volta il messaggio che l'Amministrazione porta avanti contro ogni genere di violenza. Simy, Ounas, sono parte di noi e il loro coraggio, la loro professionalità sono un esempio per tutti noi. Siamo accanto al Crotone Calcio in questa lotta. Tutti insieme per dare un calcio alla violenza» ha aggiuntoo l’assessore allo Sport Luca Bossi.

Simy: «Diamo messaggi giusti ai ragazzi»

Il calciatore rossoblù, da parte sua, ha ribadito il suo forte senso di appartenenza alla città: «Mi sento crotonese, sono crotonese. Sono qui da cinque anni e avverto tutto il calore della gente di Crotone che ringrazio. Ho voluto denunciare quanto mi è successo perché noi calciatori dobbiamo dare l’esempio. Tanti ragazzi ci guardano ed è importante dare loro messaggi giusti».

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