L'uscita del club sul web scatena l'ironia amara della piazza. Un cortocircuito comunicativo che si aggiunge al verdetto dello Scida a porte chiuse e alla classifica da incubo per la formazione di Coppitelli
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La crisi del Cosenza si fa ogni giorno più cupa, spingendo il club in un vicolo cieco tra caos burocratico, contestazioni di piazza e numeri impietosi. Sul fronte strutture si registra l'ennesimo cortocircuito: se da una parte il Consiglio di Stato ha riassegnato la disponibilità dello stadio Marulla alla società guidata da poche settimane da Rita Scalise (annullando il provvedimento comunale di chiusura), dall'altra la realtà impone un nuovo esilio perché l’impianto di via degli Stadi non è assolutamente pronto per affrontare un match di campionato. La sfida contro la Cavese si disputerà infatti allo stadio Ezio Scida di Crotone, rigorosamente a porte chiuse per disposizione delle autorità di vigilanza.
Il caso social e la spaccatura con la piazza
Ad appesantire un clima già saturo ha contribuito un passo falso comunicativo. L'inserimento sui canali social ufficiali di una grafica pubblicitaria per la ricerca di sponsor ha scatenato la reazione sarcastica e velenosa dei tifosi. L'uscita è stata letta come la certificazione di precarietà, alimentando ulteriormente l'ostilità verso gli oltre dieci anni di gestione di Eugenio Guarascio, oggi presidente onorario. La tifoseria, stanca di una programmazione ritenuta inadeguata, ha sommerso il post di critiche con più di 500 commenti colmi di amarezza. Inoltre è tornata a chiedersi come sia stato possibile decidere di pubblicare un simile avviso.
I problemi societari e organizzativi trovano una spietata corrispondenza nei risultati sportivi. La squadra allenata da Coppitelli non ha ancora mosso la classifica ed è ferma a zero punti dopo tre giornate. Reduce dalla batosta per 4-0 incassata a Catania, l'ultimo posto in solitudine è scongiurato soltanto dalla penalizzazione di sei punti inflitta al Crotone, che ha collezionato un solo pareggio finora. Senza una sterzata immediata, in tutti i sensi, il cammino del Cosenza rischia di trasformarsi in un'agonia prolungata.

