Al giocatore giallorosso un riconoscimento da parte dell’editore Domenico Maduli e del giornalista Maurizio Insardà
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Il calcio giocato è terminato, insieme a una stagione che ha regalato emozioni e tanto da raccontare. Una stagione, inoltre, fortemente intrisa di Calabria con la favola Catanzaro che ha fatto sognare una regione intera, anche i non appassionati, arrivando a un passo da quella Serie A che manca da oltre quarant'anni.
Favasuli ospite d'onore
Un percorso che ha reso i giocatori giallorossi volti emblematici di una stagione che, comunque sia andata, rimarrà indelebile. Volti divenuti beniamini perché partiti da zero e adesso in cima alle gerarchie nazionali. Questo è il caso, per esempio, di Costantino Favasuli, giovane calabrese originario di Africo che ha coronato un'annata magnifica con la prima e storica convocazione nella Nazionale maggiore, allenata dal Commissario Tecnico Silvio Baldini, per le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia.
Questa la storia del ragazzo di Calabria che è stato ospite d'onore dell'evento speciale che si è tenuto venerdì mattina nella sede Lnd Calabria, sita a Catanzaro, e che ha avuto come tema quello di credere nei giovani e a valorizzarne il talento per dar modo di costruire il futuro.
A moderare l’incontro è stato il giornalista Maurizio Insardà, peraltro ideatore dell'evento. Presenti il presidente CR Calabria Saverio Mirarchi, l’Assessore allo Sport della Regione Calabria Eulalia Micheli, il presidente del Coni Calabria Tino Scopelliti, il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita e quello di Africo Domenico Modaffari.
«Fatto qualcosa di magico»
L'umiltà di un ragazzo di soli ventidue anni che ha saputo stringere i denti, resistere e adesso raccogliere i frutti di tanta gavetta e sacrifici. Nelle sue parole, durante l'evento, si intuisce la grande semplicità (che è la vera ricchezza) del classe 2004: «Devo tutto alla mia famiglia, soprattutto a mio padre, che mi ha trasmesso la passione per il calcio fin da bambino. Ricordo che mi portava sempre al campo e, fin da subito, ho sempre avuto voglia di giocare e di migliorarmi, confrontandomi con ragazzi più grandi di me. La mia famiglia ha fatto tanti sacrifici per permettermi di inseguire questo sogno e ho iniziato il mio percorso dal mio paese, ovvero Africo, in seguito le prime esperienze lontano da casa, come quella alla Fiorentina».
La consacrazione poi con le Aquile giallorosse: «Sono grato a Catanzaro perché mi ha dato veramente tanto, da mister Aquilani al presidente Noto fino ai miei compagni. Abbiamo fatto qualcosa di magico che rimarrà per sempre nella storia del Catanzaro».
Il sogno della convocazione
La convocazione in Nazionale, poi, è il coronamento di una favola che si realizza e l'esempio per chi, in questa terra calabra, crede ancora nei sogni: «Sono orgoglioso del percorso che ho fatto e dell’esordio in azzurro, era il mio sogno di bambino. Spero di poter essere una speranza per i ragazzi del mio paese, perché con cuore e anima si può arrivare ovunque».
Il riconoscimento
Al termine dell'incontro, al talentino della locride è stata consegnata una targa celebrativa da parte dello stesso giornalista Maurizio Insardà (conduttore anche di “11 in Campo”) e da parte dell’editore del gruppo Diemmecom, Domenico Maduli, ai quali il giovane calciatore porge i suoi ringraziamenti.
Di seguito, le motivazioni del riconoscimento all'interno della targhetta: «Giovane talento calabrese, cresciuto calcisticamente nella Scuola Calcio Segato di Reggio Calabria che con sacrificio, determinazione e passione ha saputo trasformare un sogno in realtà, percorrendo un cammino di crescita sportiva e umana che, indossando la maglia dell'Us Catanzaro 1929, lo ha condotto fino all'onore di vestire la maglia azzurra della Nazionale italiana di calcio. Esempio autentico per le nuove generazioni e testimonia come il talento, unito all'impegno e ai valori dello sport, possa portare lontano rendendo orgogliosa l'intera Calabria».
Le parole di Insardà
Proprio Maurizio Insardà, dietro la volontà di organizzare tale evento, tiene a precisare il vero messaggio di un ragazzo che non si prende solo le copertine grazie a un calcio al pallone: «Innanzitutto, raccontare la bella storia di un giovane che, grazie alla passione, all’impegno e ai sacrifici, è riuscito a realizzare il proprio sogno proprio nella sua terra. Un esempio concreto che dimostra ai giovani come, con determinazione e dedizione, sia possibile raggiungere i propri obiettivi».
E ancora: «Il secondo messaggio è legato all’orgoglio di essere calabrese: Favasuli rappresenta pienamente i valori, l’identità e il senso di appartenenza alla Calabria. Infine, c’è il messaggio universale dello sport, fondato sulla condivisione, sull’aiuto reciproco e sulla capacità di costruire un gruppo unito, dove il rispetto e la collaborazione diventano strumenti fondamentali per crescere insieme.


