Anche la delegazione calabrese a Torino per il raduno nazionale che ha celebrato non solo un anniversario, ma la forza di una comunità capace di abbattere ogni barriera
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Ci sono emozioni che superano il silenzio, passioni che vibrano sottopelle e che non hanno bisogno di suoni per essere raccontate. È la storia dello Juventus Club Sordi (JCS), una realtà che da dodici anni trasforma il tifo calcistico in un potente strumento di riscatto e inclusione. Nei giorni scorsi, all’Allianz Stadium, Torino si è tinta di bianconero per un raduno nazionale che ha celebrato non solo un anniversario, ma la forza di una comunità capace di abbattere ogni barriera.
Tra i 500 tifosi giunti da ogni angolo d’Italia, a distinguersi è stata la delegazione calabrese. Guidati con passione da Luigi Iannone, i soci della regione hanno portato allo Stadium il calore e la determinazione di chi, durante tutto l’anno, lavora instancabilmente per mantenere vivo il senso di appartenenza, insieme al fondatore Agostino Chirico, presidente JOFC Sordi Bianconeri. Il club, nato proprio dall’intuizione e dall’impegno del JOFC Sordi Bianconeri, trova oggi nella Calabria — e in particolare nella realtà locale del Juventus Club Sordi (JCS) — un pilastro fondamentale. Un contributo reso possibile anche grazie al supporto della rete territoriale composta da Pasquale Mirarchi, Domenico Colella, Giuseppe Alvaro, Giuseppe Liberto e Domenico Vitró.
Qui, la disabilità smette di essere un limite e diventa una risorsa preziosa per costruire legami indissolubili. Il momento più toccante dell’evento è stato l’ingresso nel tempio della Juventus. Visitare lo Juventus Museum e calpestare l’erba dello Stadium si è trasformato in un’esperienza totale e finalmente accessibile: grazie alla presenza costante degli interpreti LIS (Lingua dei Segni Italiana), ogni racconto, ogni trofeo e ogni “coro silenzioso” è arrivato dritto al cuore dei partecipanti. Un’accoglienza speciale è stata riservata dal gruppo Fan del club JOFC, a dimostrazione che l’amicizia tra tifosi sordi e udenti non solo è possibile, ma rappresenta una delle espressioni più autentiche dello sport. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Gaetano Cacciapaglia per l’ospitalità che ha fatto sentire tutti a casa.
Il JCS guarda già avanti. Michele Casa di Bari, Pietro Alfieri e Cosimi Arianna, insieme al loro team, lavorano per facilitare sempre più l’accesso alle partite dal vivo, rafforzando la rete dei gruppi JOFC Sordi su tutto il territorio nazionale. In questo scenario cresce anche l’intesa con la realtà calabrese, con l’obiettivo di sviluppare nuovi progetti dedicati ai tifosi del territorio. Mentre le immagini del raduno scorrono ancora vive sulla pagina Facebook del Juventus Club Sordi — attiva dal 2014 come piazza virtuale di incontro — l’agenda è già proiettata verso il futuro. Il prossimo grande appuntamento è fissato per il 15, 16 e 17 maggio 2026: tre giorni in cui il bianco e il nero non saranno soltanto i colori di una maglia, ma i simboli di una comunità che ha scelto di non arrendersi mai. Perché lo sport, quando è vero, parla una lingua che tutti possono comprendere: quella del cuore.


