Il calcio dilettantistico calabrese torna a fare i conti con episodi che nulla hanno a che vedere con lo sport. Nel giro di poche ore, tra Vibonese e Reggino, due partite sono finite al centro delle polemiche per fatti avvenuti fuori dal campo o sugli spalti, riportando con forza il tema della sicurezza e del rispetto nei campionati minori.

Da una parte la decisione della U.S. Palmese 1912 di lasciare il terreno di gioco nella gara contro il Soriano, dall’altra la denuncia della Polisportiva Città di Palizzi 1950 che parla di una vera e propria aggressione subita al termine della partita disputata a Mileto.

Il caso Palmese: squadra lascia il campo

La società neroverde ha diffuso un comunicato ufficiale esprimendo «profonda amarezza per quanto accaduto» durante la gara contro il Soriano. Secondo quanto riferito dal club, nel corso della partita si sarebbero verificati ripetuti episodi di insulti, sputi e comportamenti gravemente antisportivi provenienti dal pubblico locale.

La tensione sugli spalti, stando alla ricostruzione della società, avrebbe raggiunto livelli tali da costringere la Palmese a sostituire un proprio calciatore e a valutare seriamente la prosecuzione dell’incontro.

In alcuni momenti, sempre secondo il club, alcuni spettatori si sarebbero avvicinati pericolosamente al terreno di gioco con il concreto rischio di invasioni di campo e possibili aggressioni ai tesserati. La situazione avrebbe quindi portato la squadra a lasciare il campo prima del fischio finale, ritenendo non più garantite le condizioni minime di sicurezza per giocatori e staff.

Una decisione che la società definisce «eccezionale e dolorosa», ricordando come in 114 anni di storia la Palmese non abbia mai abbandonato un terreno di gioco prima della fine di una gara. Il club ha inoltre annunciato di essere in possesso di prove audio e video relative a quanto accaduto, che verranno messe a disposizione degli organi competenti.

Mileto-Palizzi, la denuncia di aggressione negli spogliatoi

Clima pesante anche nel confronto tra Mileto e Polisportiva Città di Palizzi 1950. La società reggina, sconfitta 1-0 sul campo, ha denunciato attraverso una nota ufficiale un episodio avvenuto al termine della partita nei corridoi degli spogliatoi.

Secondo quanto riportato dal club, dirigenti e calciatori palizzesi sarebbero stati «letteralmente aggrediti con calci e pugni» da dirigenti e giocatori della squadra locale. Un episodio che, sempre secondo la ricostruzione della società, sarebbe stato preceduto da continue provocazioni verbali provenienti dalla panchina avversaria durante tutta la gara.

«Quello che è successo oggi va al di là dei sani principi sportivi e umani che lo sport ci insegna», scrive la Polisportiva Città di Palizzi nel proprio comunicato, parlando di «episodio gravissimo che non ha nulla a che vedere con il calcio».

La presa di posizione del sindaco di Palizzi

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Palizzi, Umberto Felice Nocera, che ha espresso vicinanza alla società, ai dirigenti e ai calciatori.

Il primo cittadino ha ricordato come lo sport debba rappresentare «un presidio fondamentale di valori per le comunità», fondato su rispetto delle regole, lealtà e spirito di squadra.

Nocera ha inoltre annunciato che contatterà il sindaco di Mileto per manifestare il proprio disappunto su quanto accaduto e per ribadire la necessità che episodi simili non si ripetano.

Un clima già segnato da altri episodi

Gli avvenimenti del fine settimana non sono casi isolati. Negli ultimi mesi il calcio dilettantistico calabrese è stato più volte attraversato da episodi di violenza che hanno coinvolto soprattutto direttori di gara.

Particolarmente grave quanto accaduto a un giovane arbitro della sezione AIA di Locri, appena sedicenne, aggredito al termine di una partita del campionato juniores tra Cittanova e Gioiosa Jonica. Il direttore di gara riportò la frattura del setto nasale e una prognosi di oltre venti giorni.

Per lo stesso arbitro si trattava della seconda aggressione nel giro di pochi mesi: già durante una gara di Seconda categoria disputata nel Vibonese era stato colpito con pugni da un tesserato.

Proprio a seguito di questi episodi nelle scorse settimane si è svolto a Locri un momento di confronto tra arbitri, dirigenti e rappresentanti della Lega Nazionale Dilettanti per affrontare il tema della violenza nei campi di calcio.

Il nodo della sicurezza nei campi minori

I fatti registrati tra Soriano e Mileto riportano con forza il tema della sicurezza nei campi dilettantistici, spesso privi di adeguati sistemi di controllo e di gestione delle tensioni sugli spalti.

Luoghi che dovrebbero rappresentare spazi di sport e aggregazione per le comunità locali rischiano così di trasformarsi in contesti difficili da gestire, dove la competizione supera il limite della correttezza sportiva.

Proprio per questo società, arbitri e istituzioni sportive chiedono da tempo maggiore attenzione e interventi più incisivi, affinché il calcio dilettantistico possa tornare a essere prima di tutto un luogo di rispetto, passione e confronto leale.