Il centravanti si è svincolato dal club ed è già proiettato verso la prossima stagione: «Per un calciatore prendere queste decisioni è sempre difficile, la voglia è già tanta»
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Il gol nel sangue e quella voglia matta di solcare il terreno di gioco, intrigante come fosse il primo giorno. Ormai da un bel po' di anni, Francesco Petrone è una certezza del calcio dilettantistico regionale e con il centravanti che ha sempre parlato con le prestazioni e con le marcature.
D'altronde il suo curriculum parla chiaro e, se è vero che la carriera rispecchia il valore di un calciatore, e con i numeri che sono insindacabili giudici dell'operato calcistico, allora su Petrone non ci sono dubbi: gli albori calcistici in Serie D con la maglia del Catanzaro e poi la favolosa parentesi con la maglia dell'Acri dove si è veramente fatto conoscere alla platea calcistica calabrese. Nel corso degli anni poi tante annate da leader e goleador e le più recenti (tra le altre) quelle al VE Rende, alla Morrone e al Bisignano.
Petrone e l'addio al Bisignano
Soffermandoci però sul presente, risulta terminato il rapporto sportivo con il Bisignano, squadra militante nel campionato di Promozione A. Una squadra che sta vivendo un momento stagionale opaco, come testimoniano le quattro sconfitte consecutive e le cinque partite senza vittoria, senza peraltro segnare un gol.
A parte le difficoltà della squadra, esulano dal calcio giocato le motivazioni che hanno spinto il centravanti a rescindere il contratto e che lui stesso spiega, ai microfoni di LaC News24: «Erano cambiate alcune circostanze che non mi permettevano più di lavorare nel miglior modo possibile. Per un calciatore prendere questo tipo di decisioni è sempre difficile, perché è davvero complicato stare lontano dal rettangolo di gioco. Purtroppo ci sono situazioni in cui bisogna scegliere, andando anche contro alla sfrenata passione per il calcio. Attendo con ansia che passi quest'ultimo mese e mezzo di stagione perché ho già voglia di tornare in campo».
Una decisione ancora più difficile per Petrone, perché c'è un traguardo da raggiungere: «Mi dispiace solo che quest'anno non potrò abbattere il muro dei cento gol in carriera nei dilettanti. Un traguardo che stavo coltivando da quattro anni e mezzo poiché, a causa del Covid, tutto il sistema si era dovuto fermare. Proprio questo obiettivo sarà per me uno sprono per proiettarmi alla prossima stagione con ancora più motivazioni».

