Nel calcio moderno, fatto di trasferimenti lampo e bandiere che sbiadiscono al primo cambio di categoria, la storia di Nunzio Franza brilla di una luce diversa nel panorama della Promozione calabrese. Il numero uno dell'Altomonte RC ha tagliato il prestigioso traguardo delle cento presenze con la maglia rossoblù, un record straordinario costruito in soli tre anni di militanza vissuti sempre in prima linea, senza mai fare un passo indietro. Presente sin dal giorno zero, ovvero dal primo fischio d'inizio delle attività del club, Franza non è solo l'estremo difensore della compagine cosentina, ma ne è diventato il simbolo tangibile della crescita e dell’attaccamento. Una costanza di rendimento impressionante, condita anche una rete al 97’ a Corigliano che ha consentito di pareggiare una gara difficile, e che, nell'ultima stagione, gli è valsa la promozione definitiva a leader carismatico attraverso la scelta naturale della società e dello spogliatoio di affidargli ufficialmente la fascia di capitano.

Il clima allo stadio è apparso speciale sin dai primi istanti del prepartita, quando l'emozione collettiva ha iniziato a farsi sentire sugli spalti. I tifosi, all'ingresso in campo delle squadre, hanno infatti voluto rendere omaggio al loro portiere riservandogli un'accoglienza diversa dal solito e di grande impatto visivo, esponendo una gigantografia dove capeggiava un enorme e sentito "grazie" per quanto l'atleta abbia sempre mostrato in termini di attaccamento viscerale e serietà professionale. Al termine della gara, in un momento di grande unione collettiva, i compagni di squadra si sono stretti attorno a lui facendogli da cornice ideale per la cerimonia ufficiale di premiazione. Il presidente Fabrizio Arleo ha voluto sancire questo legame indissolubile consegnando una targa ricordo a nome di tutta la collettività e una maglietta celebrativa con il numero 100 stampato sulla schiena, un gesto simbolico inteso non come il segnale di una fine, ma come la base solida per una nuova e ambiziosa ripartenza verso futuri successi.

Visibilmente commosso da tanto affetto, il portiere ha voluto sottolineare il valore umano del percorso condiviso con il club attraverso parole cariche di gratitudine che hanno colpito profondamente i presenti. «Non è banale quello che sto dicendo, voglio ringraziare la proprietà, i dirigenti, i miei compagni di squadra, lo staff, perché quello che hanno fatto per me in tre anni e che hanno fatto soprattutto oggi è qualcosa di davvero indimenticabile» ha dichiarato Franza con la voce rotta dall'emozione. Secondo il capitano, l'aspetto più prezioso di questa esperienza triennale non risiede esclusivamente nei risultati sportivi ottenuti sul campo, ma nella profondità e nell'autenticità dei rapporti umani instaurati quotidianamente all'interno dell'ambiente rossoblù. «Non è solito trovare questi rapporti, questi legami che si creano. La mia parola è semplice ed è un grazie infinito» ha aggiunto l'estremo difensore per ribadire quanto si senta parte integrante di una vera e propria famiglia sportiva.

Indossare i gradi di leader per l'Altomonte RC rappresenta per lui molto più di un riconoscimento formale, configurandosi come una responsabilità civile che sente vibrare sotto la pelle in ogni sfida domenicale. Egli ha infatti confessato apertamente il peso psicologico e morale di questo ruolo, spiegando che «la fascia di capitano pesa ogni volta che la metto perché portare il nome di questa città, di questa proprietà sulle spalle non è da poco». In una stagione sportiva caratterizzata finora da diverse difficoltà e imprevisti, il portiere guarda al futuro con la determinazione di chi è abituato a lottare su ogni pallone, lanciando un messaggio di speranza per il proseguo del campionato. «Io spero che qualcosa di buono quest'anno ci capiti. Sono capitate tante cose negative, qualcosa di bello dovrà pur succedere» ha concluso Franza, confermandosi ancora una volta non solo come un pilastro della difesa, ma come il rappresentante e l'anima dell'intera comunità sportiva di Altomonte.