Dal 24 al 26 aprile al PalaCalafiore e al Mazzetto l’atto conclusivo della competizione europea. Otto squadre in campo. La presidente Ilaria D’Anna: «Una responsabilità per tutta la città»
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Reggio Calabria torna al centro della scena europea del basket in carrozzina e lo fa ospitando, per la prima volta, le Finali di Eurocup 2. Dal 24 al 26 aprile, tra il PalaCalafiore e la palestra Massimo Mazzetto, la Reggio BIC sarà chiamata non solo a competere, ma anche a gestire l’atto conclusivo di una competizione internazionale.
Un traguardo che arriva al termine di un percorso costruito negli anni. «Siamo davvero carichi e pronti ad affrontare questa nuova sfida con grande entusiasmo», ha spiegato Amelia Cugliandro, delegata Fipic e tra le figure chiave dell’organizzazione. «Ospitare per la prima volta le Finali su due campi significa raddoppiare gli sforzi, ma anche dimostrare la nostra capacità organizzativa».
Il salto di livello è evidente anche sul piano sportivo. Dopo il secondo posto conquistato nella scorsa stagione a Yalova, in Turchia, la squadra calabrese proverà a giocarsi il titolo davanti al proprio pubblico. «Non ci spaventa nulla: quando c’è volontà e spirito di squadra, ogni ostacolo può essere superato», ha aggiunto Cugliandro.
Il torneo vedrà la partecipazione di otto squadre tra le più competitive del panorama europeo: London Titans, Fundación Aliados, Econy Gran Canaria, Elan Chalon, Hannover United, Köln 99ers e gli italiani Asinara Waves. Un livello alto, senza gerarchie nette, che promette equilibrio e spettacolo.
Accanto alla dimensione sportiva, emerge con forza quella istituzionale e sociale. Tra gli interventi, anche quello del garante regionale per i diritti delle persone con disabilità Ernesto Siclari, che ha inquadrato l’evento in una prospettiva più ampia: «Quando si parla di eventi internazionali come questo, la nostra città ha davvero bisogno di aprirsi, di aprire le proprie porte all’Europa e al mondo».
E poi il riconoscimento al lavoro della società: «Abbiamo dimostrato di poter organizzare eventi di questo tipo e, quando a farlo è la Reggio Bic, è un valore aggiunto per tutto il territorio».
Walter Malacrino, coordinatore regionale di Sport e Salute, ha sottolineato: «Questo evento non rappresenta solo un traguardo sportivo, ma anche il risultato di una progettualità che mette al centro la persona». E ancora: «Il coinvolgimento dei ragazzi del progetto “Sport di tutti – carceri” nello staff dell’Eurocup è il vero senso dello sport: creare opportunità e abbattere barriere».
Un aspetto riconosciuto anche dal CONI Calabria. Fabio Colella ha parlato di «una realtà che negli anni ha saputo affermarsi sotto ogni punto di vista», aggiungendo: «Questa Eurocup rappresenta un motivo di orgoglio per tutta la Calabria».
Nel dibattito è intervenuto anche il deputato Francesco Cannizzaro, con parole che vanno oltre il ruolo istituzionale: «Sono qui non solo come rappresentante, ma come persona che si sente parte integrante di questa realtà». E ancora: «La Reggio Bic è riuscita a portare il nome di Reggio Calabria in alto, diventando un punto di riferimento nel panorama dello sport paralimpico, soprattutto nel Sud Italia».
A ribadire il valore del gruppo è stata la presidente Ilaria D’Anna: «Dietro questa squadra c’è una famiglia vera, fatta di persone che si supportano ogni giorno». Poi lo sguardo al futuro: «Questa Eurocup rappresenta per noi un’occasione di crescita, ma anche una grande responsabilità. Vogliamo dimostrare che Reggio Calabria e il Sud sono pronti ad accogliere eventi di livello europeo».
Dal punto di vista tecnico, il coach Antonio Cugliandro ha evidenziato il livello della competizione: «Non c’è una squadra favorita, tutte possono ambire alla vittoria. Questo renderà il torneo ancora più spettacolare». E sull’approccio: «Noi daremo tutto, con l’obiettivo di regalare una grande soddisfazione alla città».
Intanto cresce l’attesa. Reggio Calabria si prepara ad accogliere delegazioni da tutta Europa, trasformandosi per tre giorni in un palcoscenico internazionale. Non solo sport, ma un’occasione concreta per raccontare una città che, attraverso esperienze come questa, prova a ridefinire la propria immagine.

