Dal 17 agosto 2026 stop alla gestione dello stadio per l’incompatibilità tra lavori di riqualificazione e attività sportive
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La gestione dello stadio “San Vito-Gigi Marulla” non sarà più ad appannaggio del Cosenza Calcio. Il Comune di Cosenza, con una delibera dirigenziale, ha disposto la sospensione della convenzione con la società presieduta da Eugenio Guarascio a partire dal 17 agosto 2026. La decisione arriva a seguito di una complessa istruttoria avviata dopo la risoluzione del Consiglio comunale del 14 aprile scorso, approvata in un clima di forte contestazione della tifoseria verso la presidenza. La validità dell’atto è fino al 31 dicembre del 2027. Insomma: un anno e mezzo di cancelli chiusi.
La convenzione subirà uno stop forzato dovuto all'avvio del progetto di riqualificazione da 7 milioni di euro che interesserà lo stadio rossoblù, il principale impianto sportivo della città. Il Settore Tecnico ha rilevato incompatibilità tra i cantieri e la disputa delle partite, portando alla firma della sospensione.
Sospensione della convenzione tra il Cosenza Calcio e il Comune per il Marulla
La dirigente del settore 11 “Gestione Impianti/Strutture Sportive” Antonella Rino, ha richiamato in prima battuta il documento del dirigente del settore 7 “Lavori Pubblici” Salvatore Modesto, avente ad oggetto “Incompatibilità tra attività di cantiere e attività Sportive per motivi di sicurezza e ordine pubblico – relazione tecnica e proposta sospensione Convenzione”.
In questa nota “...si evidenzia che le attività di cantiere, previste nelle quattro macrofasi del programma lavori, sono incompatibili con il contestuale svolgimento di eventi sportivi all’interno dello stadio “San Vito-G. Marulla”, e pertanto si propone la sospensione integrale dell’attività sportiva, e quindi della convenzione, per tutta la durata dei lavori per le seguenti motivazioni tecniche di carattere assoluto:
- L’impossibilità strutturale di garantire la piena funzionalità delle vie di esodo e dei percorsi di sicurezza in conformità al D.M. 18/3/1996 e al D.M. 6/6/2005;
- Il rischio inaccettabile derivante dalla compresenza di mezzi d’opera pesanti e flussi pedonali di grande entità nelle aree di accesso all’impianto;
- L’impossibilità di mantenere la configurazione settoriale approvata dalla CPV e le relative condizioni di sicurezza per l’ordine pubblico;
- L’interferenza con i presidi antincendio, i locali di primo soccorso e i percorsi riservati ai mezzi di emergenza;
- Il rischio per l’incolumità degli spettatori derivante da emissioni di polveri, vibrazioni, rumore e potenziale caduta di materiali dalle aree di lavorazione adiacenti alle gradinate in uso.
La postilla
La dirigente, nel disporre la sospensione della convenzione tra il Cosenza Calcio e il Comune di Cosenza, si è riservata di verificare, durante le lavorazioni previste, «se la sospensione della convenzione potrà essere interrotta ovvero trasformata in revoca/receso, ai sensi dell’art. 19 della stessa, per motivi di pubblico interesse, costituendo la presente comunicazione avvio dei relativi procedimenti, anche ai sensi della legge 241/1990 e della normativa comunque applicabile».
La notizia, auspicata dalla maggioranza della tifoseria, era stata annusata anche dalla proprietà del club, tanto che dallo Stretto è rimbalzata la notizia che la società rossoblù avrebbe chiesto di giocare a Messina le partite casalinghe. Ne abbiamo parlato in un altro articolo.


