A maggio mancava un gol per abbracciarsi e festeggiare la Serie A. A novembre, invece, Alberto Aquilani si ritrova senza panchina dopo l’esonero deciso dal Sassuolo. In mezzo, appena pochi mesi: un’estate che ha separato il tecnico romano dal Catanzaro e una nuova avventura in Serie A che si è chiusa molto prima delle aspettative.

Sono trascorsi meno di sei mesi dalla notte di Monza, quando il Catanzaro aveva accarezzato il sogno della promozione in Serie A. Una sfida rimasta aperta fino all’ultimo, con i giallorossi a un passo da una rimonta che avrebbe potuto cambiare la storia. Oggi, invece, il presente racconta una storia completamente diversa.

Il Catanzaro perde 1-0 a Cesena, punito dal gol di Gelli all’83’, mentre il Sassuolo incassa un pesante 3-0 dalla Roma all’Olimpico. Per i neroverdi è la quinta sconfitta consecutiva, l’ennesimo risultato negativo di una crisi che ha finito per travolgere anche la posizione di Aquilani.

La notte dell’Olimpico rappresenta il punto di non ritorno. Dopo undici giornate, il Sassuolo ha deciso di interrompere il rapporto con l’allenatore romano, al termine di un avvio di stagione ben lontano dalle aspettative. I neroverdi non vincono dal 13 settembre, quando riuscirono a battere la Juventus per 3-2. Da allora, una lunga serie di risultati negativi, fino al netto ko contro la Roma.

A pesare sono anche i numeri della difesa. Il Sassuolo ha incassato 29 gol nelle prime undici giornate, un dato che fotografa le difficoltà incontrate dalla squadra e che ha contribuito a rendere sempre più fragile la posizione dell’allenatore.

Eppure, appena pochi mesi fa, il percorso di Aquilani sembrava indirizzato verso tutt’altra direzione. Con il Catanzaro era arrivato fino alla finale playoff per la promozione in Serie A, sfiorando un traguardo che avrebbe rappresentato la consacrazione del lavoro svolto sulla panchina giallorossa. A maggio mancava un gol per completare l’impresa. In estate, invece, la separazione e il passaggio al Sassuolo, con la possibilità di misurarsi finalmente con la massima serie.

Il salto in Serie A sembrava il naturale proseguimento di una crescita iniziata anche attraverso le esperienze precedenti, ma l’avventura sulla panchina neroverde è durata appena undici giornate. Sei sconfitte nelle ultime sette partite hanno fatto precipitare la situazione e spinto la società a cambiare guida tecnica.

Adesso il Sassuolo dovrà individuare il nuovo allenatore. Tra i profili valutati ci sono Roberto D’Aversa, già accostato in passato al club neroverde, e Vincenzo Montella, reduce dalla conclusione della sua esperienza come commissario tecnico della Turchia.

Per Aquilani, invece, si apre una nuova fase della carriera. Il sogno della Serie A, inseguito e sfiorato con il Catanzaro, si era trasformato in realtà pochi mesi dopo con il Sassuolo. Ma quella stessa Serie A si è trasformata in un incubo e ha portato all’esonero dopo appena undici giornate.

Da una parte il ricordo della notte di Monza, quando al Catanzaro mancò un gol per coronare il sogno. Dall’altra la notte dell’Olimpico, dove il 3-0 della Roma ha segnato la fine dell’avventura di Aquilani sulla panchina del Sassuolo. In pochi mesi, una parabola che dal sogno della massima serie è arrivata a un nuovo, brusco stop.