Un destino da costruire in questi ultimi due mesi, cancellando i sei precedenti, perché queste ultime sette giornate valgono un'intera stagione. La Vibonese torna in campo, dopo la sosta del campionato di Serie D (girone I) e lo fa con un altro piglio, consapevole che da questa domenica iniziava un vitale mini-torneo che ha come obiettivo la salvezza. In occasione della ventisettesima giornata, i rossoblù tornano indenni dal campo del Ragusa e soprattutto con un punto prezioso. Era importante non perdere e così è stato, con la formazione di mister Danilo Fanello che torna a fare punti dopo cinque sconfitte di fila.

Le dichiarazioni di Fanello

Nella conferenza stampa post partita si è espresso lo stesso tecnico rossoblù: «Per quelle che sono state le occasioni, il pareggio è giusto, forse ci stava qualche gol da ambo le parti perché sia noi che il Ragusa abbiamo creato». Inoltre la compagine calabrese può recriminare per un gol annullato a Carnevale, per presunto fuorigioco, e che avrebbe regalato tre punti pesantissimi: «Non sto a giudicare se il direttore di gara abbia sbagliato o meno, perché non vogliamo fare polemica quindi confidiamo che abbiano fatto la scelta giusta».
Sulla partita: «Il Ragusa portava molti uomini a saltare, soprattutto sui calci piazzati, in ogni caso devo fare i complimenti ai ragazzi per la prestazione e per l'atteggiamento e nella ricerca di un risultato positivo. Ovviamente non siamo soddisfatti al 100% ma in questo momento bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno, perché venivamo da un filotto di risultati negativi e da qualcosa si doveva pur ripartire. Ripartiamo dal punto preso e dalle tante occasioni per poter fare gol. C'è del rammarico per il gol annullato ma, ripeto, non entro in merito. Siamo contenti della prestazione e della cattiveria messa in campo ma, soprattutto, del fatto che siamo stati squadra. La chiave da cui ripartire è proprio questa fame e voglia di voler mantenere la categoria, consapevoli del blasone di questa squadra e di quello di uno dei più importanti imprenditori del Meridione come lo è Pippo Caffo».