L'esordio nel campionato di Eccellenza si trasforma in un weekend da dimenticare per il Sersale. Alla sconfitta casalinga per 0-2 rimediata allo stadio "Ferrarizzi" contro la Pro Pellaro si è aggiunta la pesante squalifica inflitta al presidente Giuseppe Schipani. A distanza di qualche giorno dal fischio finale, il patron giallorosso ha voluto rompere il silenzio, sfogando la propria amarezza per una conduzione di gara ritenuta inadeguata e annunciando battaglia.

«Superato ogni limite»: la dura presa di posizione

«Domenica scorsa abbiamo assistito all’ennesima giornata che lascia tanta amarezza e soprattutto tanta rabbia», ha esordito Schipani. «Una direzione arbitrale che, a nostro giudizio, è stata gravemente insufficiente e caratterizzata da decisioni incomprensibili. La nostra piazza non è nuova a situazioni del genere, ma questa volta ritengo che si sia davvero superato il limite».
Il presidente ha affrontato direttamente il nodo della sanzione ricevuta a margine delle proteste in campo, preannunciando l'intenzione di impugnare il provvedimento nelle sedi opportune: «Ho ricevuto una sanzione pesantissima per aver protestato in occasione di un fallo non fischiato. È una decisione che considero assolutamente sproporzionata e contro la quale farò ricorso, utilizzando tutti gli strumenti e tutti i gradi di giudizio previsti dalle norme federali».

Il richiamo al passato e la stima per la Pro Pellaro

L'episodio di domenica si inserisce, secondo il massimo dirigente, in un contesto di ripetuti torti subiti dal club nelle ultime stagioni, dalla dolorosa retrocessione fino ai playoff per risalire la china: «Troppe dinamiche e troppi episodi contro. In questi mesi e in questi anni ho assistito a veri e propri scempi ai danni della nostra società. Parlano le immagini, parlano gli episodi e parla la storia recente».
Schipani ci ha tenuto comunque a precisare come la sua intemerata non metta in discussione la regolarità del campo o la bontà dell'avversario: «La mia protesta è rivolta esclusivamente all’operato e alla preparazione della terna arbitrale. Nulla è rivolto alla Pro Pellaro, alla sua società, ai dirigenti o ai calciatori, nei confronti dei quali nutro profonda stima e massimo rispetto».

Tutela per i sacrifici

Il fiero appello finale del patron è rivolto alla tutela di chi investe nel calcio dilettantistico: «Accettiamo gli errori perché fanno parte del gioco. Quello che non possiamo accettare è che società, dirigenti, calciatori e tifosi, che affrontano enormi sacrifici per portare avanti una stagione, abbiano la sensazione di non essere tutelati e rispettati allo stesso modo».