Non è stata di certo un'annata facile per la Vibonese, costretta ad affrontare diverse difficoltà. Il meccanismo di lavoro e crescita, però, non si è mai fermato ed è continuato anche per quel che riguarda il settore giovanile, in tutte le sue categorie.

Un settore giovanile che riparte

Trampolino di lancio verso il calcio dei grandi, il settore giovanile segna un passaggio chiave non solo di formazione sportiva ma anche di responsabilizzazione e maturità.
A stagione quasi terminata è possibile dunque fare un bilancio complessivo delle basi poste in essere e, a farlo, è stato Francesco Cosentino attuale mister della categoria Under 15: «Tutto sommato mi ritengo soddisfatto del lavoro svolto con i ragazzi, soprattutto se ripenso a quelle che erano le criticità iniziali nel formare la squadra a inizio stagione. Sono rientrato alla Vibonese dopo qualche anno e di conseguenza, essendo abituato a quelli che erano gli standard precedenti, mi sono trovato inizialmente spiazzato. Con l'impegno di tutti però si è cercato di ricostruire un settore giovanile che potesse definirsi tale. Questo però non è un problema che tocca solo noi ma è di carattere nazionale, basti pensare alla recente eliminazione dell'Italia nel playoff Mondiale, ciò è anche da ricondursi alla cattiva gestione delle giovanili».

Ricostruire

Il processo dunque ha bisogno di tempo: «Io posso parlare di questi ultimi sette mesi sotto la mia gestione e, sinceramente, posso dire che ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi a lavorare. Sicuramente dobbiamo colmare il gap con altre società e, per farlo, c'è bisogno di tempo per ritornare a pieno regime. Sfido chiunque a dire che non ci sono ragazzi del posto che non possono arrivare in prima squadra o ad alti livelli. Per formarli, però, bisognerebbe avere strutture adeguate per potersi allenare».

Di padre in figlio

Cosentino è un cognome che riecheggia come una sorta di leggenda tra i seggiolini dello stadio Luigi Razza. Una dinastia, infatti, che sembra essere scritta nel destino, dal momento che lo stesso Francesco Cosentino è il figlio dello storico capitano Melo, che ha incarnato per anni lo spirito di questa maglia. Non solo perché, nella categoria Under 17, sta giocando anche il figlio dell'attuale tecnico: «Io sono nato con questi colori addosso e li ho tatuati nella pelle. Per me è un onore essere all'interno di questa società, ovviamente essere il figlio di un capitano storico lo vivo in maniera diversa rispetto ad altri perché sento proprio mia la causa rossoblù. Mio padre, capitano per antonomasia, mi ha trasmesso questa passione e io la sto trasmettendo a mio figlio».