Partenza devastante dei giallorossi con Leonori su rigore e Lamberti, poi una prova di sacrificio e organizzazione davanti a uno stadio Amerise gremito. Malucchi frena: «Abbiamo vinto solo il primo tempo»
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Un risultato voluto, cercato e sofferto, con le unghie e con i denti. Davanti al pubblico delle grandi occasioni dello Stadio "Giuseppe Amerise", il Trebisacce fa suo il primo round della semifinale dei playoff nazionali di Eccellenza, piegando per 2-0 una formazione solida e temibile come il Kamarat. Una vittoria di capitale importanza per l'undici calabrese, arrivata al termine di novanta minuti di pura intensità. Tutto si risolve nel primo quanto d’ora, la partenza sprint dei giallorossi mette a tappeto gli avversari prima con un calcio di rigore (netto) al 4’ trasformato da Agustin Leonori e al 13’ la rete di Lamberti inchiodano il risultato finale.
A fine gara, la soddisfazione del tecnico dei padroni di casa, Serafino Malucchi, è palpabile ma lucida: «Innanzitutto devo fare i complimenti ai ragazzi perché anche oggi hanno buttato il cuore oltre l'ostacolo – esordisce l'allenatore –. Nonostante i problemi e le difficoltà, la squadra ha giocato col cuore, mettendo in campo tanta energia, tanta voglia, tanta determinazione. Affrontavamo una signora squadra che ha dimostrato ampiamente di essere forte.»
Il match ha visto due filosofie di gioco speculari affrontarsi a viso aperto. Da un lato il Kamarat (società della provincia di Agrigento), formazione dotata di un palleggio fluido e a tratti ossessivo, capace di mantenere a lungo il controllo del possesso palla. Dall'altro, un Trebisacce corto, ordinato e letale. Con appena tre o quattro passaggi precisi, i calabresi sono riusciti sistematicamente a ribaltare l'azione e a presentarsi sotto la porta avversaria, disinnescando la manovra sterile dei siciliani e concedendo loro pochissimi tiri nello specchio. Una fisionomia tattica che non è nata per caso, anche se mister Malucchi predica prudenza sul doppio vantaggio accumulato nei primi novanta minuti: «Per il momento abbiamo chiuso il primo tempo. Come ho detto ai ragazzi, questa è una partita che si giocherà sui 180 minuti. Adesso abbiamo noi questo vantaggio e poi vedremo domenica prossima, nel secondo tempo, cosa riusciremo a fare».
A rendere la sfida un'autentica prova di forza sono state anche le proibitive condizioni ambientali. Sul manto sintetico di Trebisacce si è giocato sotto un caldo asfissiante che ha tolto il fiato ai ventidue in campo, tanto che nei minuti finali diversi calciatori sono crollati a terra stremati dai crampi. Il fattore atletico sarà cruciale nella preparazione del match di ritorno, come sottolinea lo stesso tecnico: «Sapevamo la difficoltà di tenere un ritmo alto per i 90 minuti, il caldo influisce sicuramente perché toglie energie e forze. È chiaro che in questo momento c'è bisogno di stringere i denti, di dare tutto quello che abbiamo dentro. Questa è una stagione veramente straordinaria, al di là dello scenario che ci sarà alla fine. In questo momento la squadra deve fare quadrato, deve tirare fuori l'anima ma soprattutto quella voglia, quella fame di poter arrivare a un traguardo davvero storico. Adesso in settimana cercheremo di recuperare tutte le energie e di prepararci bene per quest'altra battaglia».
Il verdetto definitivo è dunque rimandato a domenica prossima, quando il Trebisacce sarà atteso a Cammarata, un piccolo ma caloroso comune arroccato nell'entroterra siciliano. Il 2-0 della gara d'andata è un ottimo biglietto da visita, ma guai a considerare i giochi ormai fatti. La squadra ha dimostrato di essere quadrata, organizzata e micidiale in contropiede, ma in Sicilia servirà una prova identica se non superiore. Mister Malucchi chiude l'analisi blindando la concentrazione del suo gruppo: «Dovremo aspettare il secondo tempo, in queste partite non c'è nessun risultato scontato, in nessuna gara. Quindi adesso pensiamo a recuperare le forze dopo aver fatto questa grande prestazione, poi ci prepareremo come sempre con la massima tranquillità e serenità. Sarà una partita dura in cui ci vorrà il miglior Trebisacce, sicuramente, per uscire indenni e portarsi a casa questa qualificazione.»
Festa in campo e soprattutto festa sugli spalti, sponda giallorossa, pur facendo registrare una discreta presenza di tifosi ospiti. Spalti gremiti e, come al solito, coreografia di ben altra categoria. Previsto un esodo importante verso Cammarata per la gara di ritorno, poco importa se i km sono oltre 500, ora c’è da inseguire un sogno, una categoria che sulle sponde dello Jonio non viene nominata per scaramanzia ma che renderebbe il giusto tributo per una stagione giallorossa che merita solo applausi.

