Il direttore sportivo analizza le difficoltà dell’avvio, rivendica le scelte compiute in estate e chiama a raccolta la città alla vigilia della prima sfida interna: «Abbiamo bisogno del nostro popolo, dobbiamo essere uniti»
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Tre sconfitte, zero punti e adesso finalmente il ritorno a casa. Ciro Polito non si nasconde nella tradizionale conferenza stampa di fine mercato del Catanzaro. Il direttore sportivo affronta il momento complicato dei giallorossi, difende il lavoro svolto durante un’estate che definisce «la più difficile» dei suoi tre anni in Calabria e, soprattutto, guarda alla prima gara stagionale al Ceravolo come al possibile punto dal quale ripartire.
«Abbiamo zero punti, dobbiamo lavorare per tirarci fuori come abbiamo fatto negli anni scorsi», ammette Polito. Il direttore non cerca alibi, ma mette sul tavolo un dato: il Catanzaro ha cominciato il campionato con tre trasferte consecutive, peraltro con una squadra profondamente rinnovata e un nuovo allenatore. «Sfido tutti a portare una squadra con 16, 17, 18 giocatori nuovi, un allenatore nuovo e fare tre trasferte. La nostra roccaforte è stata sempre un’arma in più».
Il riferimento è inevitabilmente al Ceravolo. Polito non nasconde il proprio disappunto per una situazione che ha costretto la squadra a partire sempre lontano da casa: «Per me è stato fatto un errore, anche da chi aveva fatto delle promesse. Tanto valeva giocare a casa mia e tutte queste problematiche non c’erano». Adesso, però, il passato conta poco. Sabato il Catanzaro torna davanti alla propria gente e il diesse chiede alla città di stringersi attorno alla squadra. «Io mi affido tanto al popolo, perché comunque siamo una cosa sola. Anche se siamo 4.000, mi sta bene pure 4.000, ma è sempre casa mia. Dobbiamo essere uniti». Un appello che Polito allarga all’intero ambiente: «Oggi è l’anno zero, non possiamo vivere di ricordi. Vi chiedo veramente, umilmente, di starci vicino, stare vicino a me e stare vicino ai ragazzi».
Sul mercato, il direttore rivendica le scelte compiute pur riconoscendo le difficoltà incontrate. La rivoluzione è stata profonda, con la partenza di diversi protagonisti delle ultime stagioni e la necessità di ricostruire buona parte dell’ossatura. «È stato l’anno più difficile nell’operare, perché abbiamo perso giocatori importanti. Sostituire determinati giocatori non è semplice». Polito sottolinea però come il club abbia cercato di muoversi in anticipo: prima della partenza di Pittarello era già arrivato Pecorino, mentre Mosti è stato individuato per raccogliere l’eredità di Pontisso. «Sono soddisfatto di aver individuato giocatori che potevano sostituire gli altri. Poi se sono all’altezza o meno lo dirà il campo».
Un mercato reso ancora più complicato dalla concorrenza. Polito racconta di trattative sfumate davanti alle offerte di altre società e cita il caso di Galazzi, seguito a lungo prima della scelta del Padova. «Ci hanno rifiutato tanti giocatori. Forse è l’anno in cui ho litigato con più procuratori in Italia». Il modello del Catanzaro, però, non cambia: «Il nostro credo è stato sempre lo stesso: un mix tra giovani e grandi, guardando sempre i bilanci e cercando di mantenere quello che abbiamo creato». Da qui anche la scelta di una rosa numerosa, che il direttore non considera un problema. Dentro il gruppo ci sono giovani provenienti dalle categorie inferiori sui quali la società vuole investire. «Preferisco avere un giocatore in più. Il campionato è lungo, tortuoso e ci sono tante complicazioni». E proprio dai più giovani Polito si aspetta possibili sorprese, pur ricordando che per permettere loro di crescere servono risultati e serenità. Nessun dubbio, invece, su Mattia Antonini, nonostante un’offerta importante arrivata nelle ultime battute del mercato. «Non è mai stato messo in discussione. È uno di quelli che non ha mai detto una parola, abbiamo gratificato il suo lavoro passato con un rinnovo e un adeguamento». E nessun dubbio nemmeno sul sostegno a Giorgio Gorgone, con Polito che nelle prime giornate ha scelto anche di vivere le partite dalla panchina: «Sono contento per come lavora Giorgio, è una persona straordinaria e mi auguro veramente che possa fare risultati perché se lo merita lui e tutto il suo gruppo di lavoro».
Sull’avvio senza punti, il diesse invita poi a non trasformare tutto in un processo alla difesa. Le prestazioni, a suo giudizio, ci sono state, anche se evidentemente qualcosa deve cambiare: «Non mi piace parlare di sfortuna, perché è un alibi. Abbiamo fatto tre ottime gare, ma abbiamo perso e quindi dobbiamo fare qualcosa in più, magari avere un po’ di attenzione in più». C’è anche un altro aspetto sul quale Polito insiste: la necessità di gestire meglio le partite e la voglia di vincere a tutti i costi. «Non dobbiamo comandare per 90 minuti le gare. A volte c’è anche troppa foga di voler vincere. Stiamo calmi, il campionato è talmente lungo». Il riferimento va soprattutto ai gol subiti nel finale e alla necessità di imparare ad accontentarsi, quando serve, anche di un punto: «I pareggi ti fanno lavorare più sereno». Ora, però, le spiegazioni lasciano spazio al campo. Dopo tre viaggi consecutivi il Catanzaro ritrova il suo stadio e Polito indica chiaramente la strada: «Sabato giochiamo in casa, ripartiamo e cerchiamo di mettere il primo tassello al campionato». Il mercato è alle spalle, il Ceravolo torna ad aprire le porte ai giallorossi e per il direttore è arrivato il momento di trasformare le buone prestazioni in punti.


