Un punto che allunga la striscia positiva ma che lascia più di un rimpianto. Nell'ottavo turno del girone I di Serie D, la Vibonese impatta sull'1-1 casalingo contro il Gela, inanellando il suo quinto risultato utile consecutivo e confermandosi in piena zona playoff. Tuttavia, tra le mura amiche dello stadio "Luigi Razza", la sensazione di un'opportunità sfuggita di mano è tangibile. A confermarlo con schiettezza nel post-partita è stato lo stesso allenatore rossoblù, Sasà Marra, che non ha nascosto la propria amarezza per la gestione dei momenti chiave della gara.

«Ospiti organizzati, dovevamo colpire nel primo tempo»

Il tecnico si è soffermato in primis sulla prima frazione di gioco, fase in cui la squadra avrebbe dovuto azzannare il match e mettere al sicuro il risultato prima che l'ansia da prestazione prendesse il sopravvento: «Noi dovevamo essere bravi a sfruttare le situazioni avute nel primo tempo – ha esordito mister Marra – perché, andando avanti con il cronometro, sapevo bene che sarebbe subentrata la frenesia, anche e soprattutto perché di fronte avevamo una squadra organizzata e ben messa in campo».

«Troppa foga in avanti: un film già visto a Reggio»

A far storcere il naso all'allenatore è stata in particolare la poca pulizia tecnica e la scarsa gestione della palla nella ripresa, condizionata da un'eccessiva foga che ha impedito ai suoi di finalizzare la mole di gioco creata: «Nella ripresa non siamo stati bravi nel tenere palla in avanti, questo è l'unico vero appunto che posso fare alla mia squadra, perché eravamo frettolosi sia nelle giocate che nelle uscite. Sono arrabbiato soprattutto perché la fretta è stata il nostro primo nemico».

Un difetto di cinismo negli ultimi trenta metri che il tecnico accosta a un altro recente big match, sottolineando al contempo il merito degli avversari nell'imporre le proprie contromosse: «Come successo al "Granillo" contro la Reggina, arrivavamo bene negli ultimi metri ma poi non riuscivamo a concretizzare. Il Gela poi è stato bravo a mettere gli uomini larghi e noi un po' meno pronti a correggere determinate situazioni».