I rossoblù sprecano il doppio vantaggio contro i giallorossi e incassano la prima sconfitta stagionale. Il tecnico spiega i cambi forzati e avverte: «Siamo un gruppo totalmente nuovo, lezioni come questa servono per crescere»
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Un pomeriggio di grande illusione e profondo rammarico. La Vibonese cade sul campo dell'Igea Virtus per 4-3 al termine di una gara dalle mille emozioni, incassando la prima battuta d'arresto stagionale nel turno infrasettimanale valido per la terza giornata del girone I di Serie D. Una sconfitta che brucia per le modalità con cui si è consumata: dopo la doppietta di un ispirato Cosendrey e la rete di Semenzin che avevano proiettato i calabresi su un rassicurante 1-3 nella ripresa, un inaspettato blackout ha spalancato la strada alla rimonta dei siciliani, culminata con il gol vittoria di Faccetti nel finale.
L’analisi di Marra
A metterci la faccia a fine gara è mister Marra, grande ex della sfida, che analizza il crollo con estrema lucidità senza cercare scuse, pur evidenziando le criticità fisiche che hanno condizionato la seconda metà di gara: «Bisogna innanzitutto rivedere la partita per capire cosa non è andato», ha dichiarato il tecnico rossoblù nel post-partita. «Siamo stati costretti a svolgere cambi obbligatori, perché Cosendrey e Semenzin non ne avevano più venendo entrambi da un infortunio. Anche Piriz mi aveva chiesto la sostituzione e ho dovuto modificare l'assetto di gioco, inserendo Moises perché i loro attaccanti cercavano costantemente la pressione».
C’è da lavorare
Oltre alle rotazioni forzate, a pesare sul verdetto finale sono state le troppe occasioni sprecate per chiudere la gara, un errore imperdonabile di fronte a un'Igea Virtus di cui Marra conosce bene il DNA: «Abbiamo avuto moltissime occasioni che non abbiamo sfruttato. D'altro canto conosco bene lo spirito dell'Igea Virtus, avendo allenato questa squadra, e so che non molla mai. A prescindere da tutto, sapevamo fin dall'inizio che c'è tanto da lavorare e che siamo una rosa totalmente nuova».
Ciò che lascia più amaro in bocca al mister è tuttavia il passivo finale della retroguardia, eccessivo per quanto visto sul terreno di gioco: «Non amo incassare tanti gol: in questa gara ne abbiamo presi quattro, ma senza che il nostro portiere fosse mai stato chiamato in causa in maniera rilevante. Dobbiamo prendere questa partita come un esempio da analizzare a fondo e capire esattamente cosa sia successo dopo aver conquistato il doppio vantaggio».

