Passata la tempesta è tempo di bilanci rispetto al passaggio del ciclone Harry sulle coste calabresi e in particolare del reggino. Collegato dal lungomare di Siderno, praticamente devastato dalla mareggiata dei giorni scorsi, per una nuova puntata del format “Dentro la notizia” condotta da Pierpaolo Cambareri, Ilario Balì in compagnia del capo dell'Ufficio tecnico del Comune di Siderno, Lorenzo Surace, e del consigliere delegato Davide Lurasco, ha provato a tracciare un primo bilancio dei danni subiti dalla violenza del maltempo.

«In 12 ore abbiamo visto collassare circa 2,2 km di lungomare, un qualcosa di veramente eccezionale, un qualcosa di aspettabile ma inaspettato in questo modo, una mareggiata devastante – ha raccontato ai microfoni di LaC l’ingegnere Surace -. I danni sono ingenti, abbiamo fatto una prima quantificazione perché oggi bisogna ricostruire in una maniera diversa. I nostri muri di contenimento di una semplice strada, di un semplice lungomare diventano oggi dei muri di difesa costiera, vere e proprie opere di difesa costiera perché le opere a mare hanno dei procedimenti più lunghi quindi per difenderci da nuove mareggiate, perché ormai l'erosione costiera è così evidente e intensa che l'acqua arriva proprio sotto i nostri lungomari. Quindi significa opere diverse da quelle concepite una volta, molto più costose. Stiamo parlando di danni che superano i 12 milioni di euro qui, così contabilizzati non nella minuteria, non con una quantizzazione esecutiva, e non parliamo degli arredi, io sto facendo a meno di parlare di panchine e di altre opere accessorie perché sono nella minuteria, le opere principali sono queste di difesa, di costruire un lungomare di 1.200 metri».

Per il momento, ha confermato Surace, si pensa solo a mettere in sicurezza il territorio. «Stiamo facendo controlli serrati per capire quali parti di lungomare possono essere messi in sicurezza, per allontanare i cittadini dai pericoli e cercare di restituire un po' di viabilità alla zona. Per parlare oggi di ripristino del lungomare, o di parti di lungomare, ci vogliono delle risorse e noi non sappiamo fino a che punto i nostri comuni si possono spingere e mettere queste risorse in campo, visto anche che i nostri bilanci sono veramente poveri».

Per il capo dell’Ufficio tecnico non basta però solo quantificare. Occorreranno le risorse ma ci vorranno anche le progettazioni nuove. «Io penso che il Presidente Occhiuto ce la metta tutta, e quindi riuscirà sicuramente a reperire le risorse necessarie. È logico, secondo me, che la protezione civile nazionale, la protezione civile regionale e quant'altro dovranno fare dei sopralluoghi e insieme agli uffici tecnici, insieme a noi Comuni ragionarci sopra, perché prima di tutto dobbiamo passare per una progettualità e questa progettualità andrà velocizzata il più possibile. Dobbiamo, insieme agli altri comuni, operare in questo modo, dobbiamo capire come progettare anche al meglio, perché queste nuove progettualità diventano opere di difesa d'ora innanzi e non opere di difesa a mare ma opere di difesa dei centri abitati, opere di difesa dei nostri lungomari: è importante che questa cosa venga recepita».

Ovviamente oltre all'aspetto tecnico c'è anche quello amministrativo. Lurasco, consigliere comunale delegato dell'amministrazione guidata da Maria Teresa Fragomeni, fa una premessa per sottolineare come abbia funzionato il sistema di prevenzione che ha scongiurato pericoli alle persone e quindi vittime e feriti. «Questo ha funzionato ed è un primo obiettivo che è stato raggiunto – ha argomentato Lurasco -, è chiaro che adesso stiamo lavorando per poter ripristinare il prima possibile: i primi interventi che sono stati fatti sono quelli di mettere in sicurezza: da oggi ci sarà una nuova ordinanza comunale che vieta il traffico pedonale e veicolare nei laterali del lungomare e da oggi la parte centrale dalle ore 18 sarà aperta soltanto per i pedoni, da lunedì sarà ripristinato anche il traffico veicolare sempre nella parte centrale del lungomare che è quella meno colpita».

Ma l'interrogativo principale, anche in virtù dell’avvicinarsi della stagione estiva che alle nostre latitudini è una stagione estiva che inizia tra aprile e maggio con le prime autorizzazioni per il montaggio delle strutture balneari, resta uno: come affrontare l’emergenza. «È chiaro – ancora Lurasco - che l'intervento primario è quello di mettere in sicurezza il lungomare e subito dopo trovare la soluzione insieme al nostro ufficio tecnico di provare a fare in modo che le strutture balneari possano lavorare, poter garantire la pose in opera delle strutture, non sarà facile, sarà un'estate probabilmente difficile ma non ci diamo per sconfitti, abbiamo un mandato e lo dobbiamo portare fino in fondo».

Nel corso della trasmissione si è registrato l’intervento, a tratti anche polemico, del sindaco di Roccella Vittorio Zito. «Se qualcuno si vuole lavare la coscienza pensando che sia stato il porto di Roccella a causare i danni sulla Ionica faccia pure, ma ovviamente è una boutade, perché i danni ci sono su tutta la costa. Anzi la verità è che il porto di Roccella è stato costruito con grande criterio, soprattutto in relazione alle interazioni che poteva avere sulla spiaggia di Roccella ed è stata protetta la spiaggia. Il porto è stato costruito talmente bene che nemmeno un'onda ha scavallato il muraglione intaccando le barche, mentre le immagini ci restituiscono porti totalmente distrutti dalla forza del mare. Da questo punto di vista il modello c'è a partire dal passato, ma è certamente un modello che può essere applicato».

Insomma per Zito chi ci ha messo mano ha operato tecnicamente molto bene e l'indirizzo politico, sia regionale, nazionale e anche quello locale, ha fatto sì che si realizzassero opere a difesa della città. «La verità è questa, cioè Roccella non ha avuto danni non perché esiste una secca naturale in grado di difendere la costa da una mareggiata di quella violenza, ma perché ha avuto una secca che è stata creata attraverso i pennelli frangiflutti, quindi cosa ci dice questa esperienza? Ci dice che senza opere a mare che difendono la costa, la costa non potrà essere mai difesa».

Per il sindaco di Roccella la reazione in questo momento deve essere su più livelli. «Un primo livello che chiama, e su questo credo che i cittadini stanno rispondendo molto bene, a uno scatto d'orgoglio per aiutare collettivamente a rimettere in sesto le aree che possono essere rimesse in sesto; poi ci sarà una richiesta di intervento sui lungomari distrutti, ma non si può prescindere da una pretesa di realizzare subito le opere a mare. Questa pretesa è fondata perché gli interventi programmati dalla regione in alcuni tratti di costa sono progettati, autorizzati e finanziati. Io direi di non ragionare, come di solito si fa, a spostare fondi da un lato all'altro per fare interventi tampone, ma di realizzare un sistema di difesa della costa che sia un sistema lineare e che consenta anche agli altri paesi di non avere danni in questa occasione».

Sul punto però non sembra pensarla allo stesso modo Surace. «Per carità, il sindaco parla di opere a mare, è giusto, parla con contezza, io volevo sottolineare questo aspetto che è fondamentale: sono due binari paralleli, contemporanei, la difesa a mare viene spinta più verso il mare con barriere soffolte, pennelli eccetera, che fungono anche da ripascimento, ma quanto tempo passerà? Permettono di frangere l'onda, permettono anche di fare altre cose, però il ripascimento sarà molto più lento, vedremo le spiagge ripascere in tempi molto lunghi. Se noi oggi pensiamo alla ricostruzione del litorale dove ancora il ripascimento a mare non c'è, l'acqua arriverà come è arrivata oggi, quindi queste nuove opere che faremo a protezione del nostro lungomare, questa ricostruzione che noi faremo, vanno ripensate in modo diverso perché queste saranno le nostre opere a difesa fino a quando non ci sarà il perfetto ripascimento delle nostre spiagge».

Insomma una cosa non esclude l’altra, anche se i costi tra i due interventi saranno decisamente diversi, così come «occorre pensare a opere diverse da quelle che abbiamo visto fino ad oggi».

Da parte sua Lurasco ha ricordato che in Comune ci sono stati già alcuni passaggi con la giunta che ha deliberato la richiesta dello stato di calamità per poter operare anche in piena emergenza.

Infine un messaggio alla cittadinanza: «Siderno ha vissuto momenti forse anche più bui di questi, sia in termini di eventi naturali come altre mareggiate, sia in termini amministrativi e sociali con degli scioglimenti che sono stati continui e che per circa un decennio non hanno permesso a Siderno di avere una governabilità democratica. Siderno ne è sempre uscita – ha rimarcato Lurasco - e ne uscirà ancora più forte anche stavolta».