«La Calabria deve poter beneficiare di un costo dell'energia più basso rispetto ad altre aree del Paese, perché produce molta energia da fonti rinnovabili, e utilizzare questo vantaggio per attrarre investimenti e sviluppo». Così il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo al Forum energia promosso da Legambiente Calabria alla Cittadella regionale.

«Dal primo gennaio 2025 i prezzi dell'energia dovrebbero essere definiti su base zonale e la Calabria, essendo una zona autonoma, dovrebbe pagare l'elettricità molto meno di quanto avviene oggi», ha osservato. «Questo consentirebbe non solo di ridurre i costi per famiglie e imprese, ma anche di attrarre nuovi investimenti produttivi sul territorio».

«È una battaglia che continuerò a portare avanti anche insieme ad altri presidenti delle regioni meridionali», ha aggiunto, senza escludere iniziative nelle sedi istituzionali competenti. Nel corso del confronto si è parlato anche del progetto del rigassificatore di Gioia Tauro. Occhiuto ha confermato l'interesse della Regione per la realizzazione della cosiddetta piastra del freddo, considerata strategica per favorire la nascita di un polo agroindustriale nell'area portuale. «Il nostro interesse è legato soprattutto alla possibilità di creare un distretto dell'agroindustria a Gioia Tauro», ha spiegato. «Nelle prossime settimane incontrerò i vertici di Snam per verificare eventuali sviluppi del progetto».

Forum energia di Legambiente, gli altri interventi

Pianificazione delle energie rinnovabili, contrasto alla crisi climatica, sviluppo economico, nuove opportunità occupazionali e prezzi zonali dell'energia sono stati i temi al centro della seconda edizione del Forum energia promosso da Legambiente Calabria, in corso alla Cittadella regionale di Catanzaro.

L'iniziativa parte da un dato significativo: secondo gli ultimi dati Terna, a fine 2024 la Calabria ha consumato 5.050,4 GWh di energia elettrica a fronte di una produzione netta di 13.033,7 GWh, esportando oltre 6.900 GWh verso altre regioni. Nonostante ciò, il 61,6% dell'energia prodotta deriva ancora da impianti termoelettrici alimentati da gas fossile, mentre le fonti rinnovabili coprono il 38,4% della produzione regionale. Per il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, «i territori che ospitano gli impianti necessari alla decarbonizzazione devono beneficiare anche di prezzi dell'elettricità più bassi, così da attrarre nuovi investimenti produttivi nel Mezzogiorno».

La presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, sottolinea che «la Calabria produce più energia di quanta ne consumi, ma la sfida è governare la transizione energetica affinché favorisca sviluppo, occupazione e riduzione del costo dell'energia per cittadini e imprese».

Secondo il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, «l'energia è ormai un fattore strategico per la competitività e l'attrazione degli investimenti e richiede un approccio pragmatico fondato su un mix energetico diversificato». L'assessore regionale all'Energia, Marcello Minenna, evidenzia che «la Calabria dispone di enormi potenzialità e ha bisogno di una nuova pianificazione energetica capace di governare il territorio, evitando fenomeni di sviluppo incontrollato e valorizzando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie».

Nel corso del Forum è stato affrontato anche il tema degli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili. Il decreto Aree idonee assegna alla Calabria un obiettivo di 3.173 MW di nuova potenza entro il 2030. Tra il 2021 e aprile 2026 sono stati realizzati 573 MW, pari al 18,1% del target, con un deficit di circa 400 MW rispetto agli obiettivi intermedi fissati per il 2026.