Il Pd Calabria riaccende un faro sulla questione delle cosiddette "navi a perdere", affondate misteriosamente, e con carichi sospetti, anche nei mari calabresi. A Reggio un incontro con la partecipazione di Legambiente.

Si punta sulle nuove tecnologie oggi disponibili per la ricerca dei relitti, su documenti da approfondire e anche da desecretare e sulla spinta che potrebbe arrivare anche dall'Europa . Riparte con queste premesse l'inchiesta parlamentare della Commissione Ecomafie sulle navi dei Veleni e sulla morte del capitano di fregata Natale De Grazia , morto in circostanze mai del tutto chiarite mentre indagava per conto della procura di Reggio Calabria proprio su affondamenti di imbarcazioni con carichi sospetti negli anni Novanta.

La sala Giuditta Levato di palazzo Campanella a Reggio , nell'ambito del programma delle iniziative assembleari del Partito Democratico della Calabria, ha ospitato un incontro sul tema, introdotto e moderato dal senatore Nicola Irto . L'iniziativa si è riunita allo stesso tavolo Enza Rando , relatrice di minoranza dell'inchiesta parlamentare sulle navi dei veleni nella Commissione Ecomafie collegata da remoto , Anna Parretta , presidente di Legambiente Calabria, Sandro Ruotolo , parlamentare europeo e giornalisti Massimo Clausi , firma del network LaC, e Claudio Cordova.

Un nuovo dibattito riaccende così i riflettori su un tema la cui portata è talmente ampia e seria da estendersi dalla difesa dei mari e dell'ambiente e dalla memoria di Natale De Grazia da onorare dopo oltre 30 anni con la verità, e non con altre medaglie,   fino alla tutela della salute e al riscatto del territorio dalla morsa della criminalità mafiosa. Un tema che si inquadra in quel contesto internazionale al centro dell'inchiesta su traffici sospetti, cooperazione internazionale e servizi segreti di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

Un nuovo dibattito ripartito proprio da Reggio Calabria dove lo scorso dicembre, in occasione del trentennale della morte del capitano Natale De Grazia , Legambiente aveva lanciato i suoi dieci punti, i cui primi erano proprio relativi a una nuova inchiesta parlamentare e una ricognizione di documenti relativi alla morte del capitano De Grazia. Lo scorso maggio la commissione presieduta da Jacopo Morrone ha formalizzato l'avvio di un nuovo filone di approfondimento.

Indagare anche il nesso con le malattie oncologici

«Auspichiamo - ha sottolineato il senatore Nicola Irto - che questa nuova inchiesta possa essere occasione di nuove analisi con le nuove tecnologie a disposizione. Nuovi approfondimenti che dovranno anche indagare il tema delle malattie oncologiche in aumento in Calabria per comprendere se vi sia un nesso. È importante che se ne parli, è importante condividere con i cittadini questo passo compiuto dalla politica che in commissione sta convergendo su questa necessità. Raccogliamo documenti già disponibili e altri da desecretare, alzando l'asticella su un tema su cui occorre fare una volta per tutti chiarezza. Accanto alle nuove tecnologie guardiamo con favore anche alla nuova Agenzia per la Sicurezza delle Attività Subacquee (Asas) istituita lo scorso gennaio, al coinvolgimento delle università che hanno, in questi anni compiuto dei passi in avanti enormi nella ricerca. È ora di far convergere energie, competenza e volontà politica per garantire giustizia e verità a Natale De Grazia e fare piena luce su queste navi dei veleni», ha evidenziato ancora il senatore Nicola Irto, segretario regionale del Pd Calabria e componente della Commissione parlamentare Ecomafie.

Riapertura inchiesta commissione Parlamentare Navi Veleni incontro Pd Calabria a Reggio

Corsa necessaria contro il tempo

Sul fattore tempo e sulla leva essenziale della collaborazione si è concentrata la senatrice Enza Rando, relatrice di minoranza dell'inchiesta parlamentare sulle navi dei veleni nella Commissione Ecomafie in collegamento da remoto. «Non abbiamo molto tempo prima della fine della legislatura e occorre sfruttarlo al meglio anche nell'ottica di lasciare a chi verrà dopo delle tracce di lavoro utili per continuare. Siamo già al lavoro per partire dallo studio dell'esistente e per individuare le audizioni importanti. Collabora con noi la magistrata Carmela Squicciarini, il cui apporto è preziosissimo. Individuare e superare le criticità ancora presenti e approfondire il nesso tra questi affondamenti, la morte del capitano Natale De Grazia e l'incremento delle malattie oncologiche. Siamo chiamati a lavorare su questo e da parte nostra c'è tutta la volontà di farlo, anche sfidando i tempi stringenti. Oggi ci sono anche strumenti tecnici nuovi di cui avvalersi ma il tempo è poco e il lavoro è tanto. Dobbiamo accelerare. Dobbiamo fare una riflessione insieme e conto anche sulla collaborazione per spunti e indicazioni dei giornalisti presenti che hanno studiato e approfondito il tema», ha sottolineato la senatrice Enza Rando.

Chiarezza sulla cosa su ci sia su fondali e sulla morte del capitano De Grazia

A rimarcare l'importanza di questa nuova opportunità, la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, che ha invocato «determinazione per un dovere di memoria e giustizia nei confronti di Natale de Grazia e per un contrasto serrato alle ecomafie che con i traffici di rifiuti tossici e radioattivi lucrano sulla salute delle persone e dei mari. Abbiamo identificato, grazie ad analisi effettuate anche con il contributo dello studioso Andrea Carnì, nove navi sulle quali sarebbe estremamente importante procedere con le indagini. Tra queste la Cunsky, affondata al largo di Cetraro nel cosentino, e la Rigel, affondata al largo di Capo Spartivento nel reggino nel 1987. Ma il numero delle navi affondate è di gran lunga superiore. Si calcola che le navi affondate in tutto il mondo siano oltre seicento. Relativamente al Mediterraneo i numeri sono molto più incerti: alcuni fondi riferiscono di 52 navi altre di 55. Una delle commissioni d'inchiesta parlava di 39. Legambiente, incrociando i dati, ha riscontrato che potrebbero essere affondate nel mare Mediterraneo circa 88 navi. Già negli anni Novanta con Massimo Scalia e poi con Enrico Fontana e Nuccio Barillà avevamo presentato esposti alla procura denunciando interramenti sospetti e traffici. Nei mesi scorsi abbiamo avanzato delle proposte molto concrete e ci aspettiamo che si indaghi al fine verificare cosa ci sia effettivamente nei nostri mari e se siano necessarie azioni di risanamento e bonifica. Ci aspettiamo, altresì, che venga fatta luce finalmente in maniera e totale e completa sulla scomparsa del capitano De Grazia», ha sottolineato ancora la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta.

Riapertura inchiesta commissione Parlamentare Navi Veleni incontro Pd Calabria a Reggio

La Cunsky, il mistero che resta e i profili energetici

Un tema dalle mille sfaccettature compresa quella energetica che alla luce dell'attualità molto interroga. Aspetto posto in luce dal giornalista del network LaC Massimo Clausi, che nel 2004 con Roberto Grandinetti ha scritto "Navi dei Veleni". La pubblicazione seguiva le rivelazioni del pentito di ndrangheta Francesco Fonti circa l'affondamento anche nei mari di Calabria di navi con rifiuti pericolosi, con particolare riferimento al relitto della Cunsky a Cetraro. «Ricordiamo tutti quella conferenza stampa frettolosa e improvvisa convocata a Roma, e non in Calabria, dall'allora ministra dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, per smentire le dichiarazioni del pentito e tranquillizzare l'opinione pubblica.Una conferenza stampa convocata dalla mattina alla mattina stessa alla quale però che noi della stampa calabrese non eravamo stati messi nelle condizioni di essere presenti, di fare domande e capire meglio. I rilievi eseguiti avevano escluso che quella nave trasportasse rifiuti pericolosi. questo fu comunicato quella mattina. 

Insomma la vicenda resta aperta e a mio avviso anche legata alla crisi energetica che in questo momento attraversiamo. Oggi c'è chi torna parlare di energia nucleare che noi italiani abbiamo bocciato con un referendum molto chiaro. All’inizio del nostro volume parla il premio Nobel per la Fisica, Carlo Rubbia ponendo un problema che a oggi non ha una soluzione scientifica: non si sa come smaltire le scorie nucleari. Possiamo conservarle nel miglior modo possibile, in ambienti abbastanza stabili, sigillati. Ma fino a quando? Cosa succederà quando questi sigilli si romperanno o si usureranno? Molto più facile affondarle nella sabbia dei fondali marini. In generale è più conveniente e anche molto redditizio affondare i rifiuti piuttosto che smaltirli. È dunque scomodo parlare di questo tema ma occorre farlo e io auspico che tanto la Commissione, nonostante i tempi stringenti, che l'Europa lavorino per fare piena luce e anche per dare maggiore e concreto impulso alle energie rinnovabili», ha sottolineato il giornalista LaC Massimo Clausi.

Riapertura inchiesta commissione Parlamentare Navi Veleni incontro Pd Calabria a Reggio

Cittadinanza, responsabilità e memoria 

E infine, ma non importanza, il tema della consapevolezza e del coinvolgimento della collettività. «Credo che questo tema non possa essere trattato prescindendo dal disegno criminale all'interno del quale si è sviluppato e dalla valutazione delle conseguenze che questo disegno continua a generare sulle nostre vite. Nel libro che ho scritto sedici anni fa "Terra venduta. Così uccidono la Calabria" - ha ricordato il giornalista e scrittore Claudio Cordova - mi sono concentrato anche proprio sull'impatto sulla salute, analizzando di dati del reparto di Ematologia dell'azienda ospedaliera reggina.

La tutela della salute come quella dell'ambiente è legata all'attività di contrasto della 'Ndrangheta che non ha avuto scrupoli nel lucrare inquinando e facendo ammalare questa terra e chi ci vive. Si tratta di temi che dovrebbero essere affrontati anche in termini di cittadinanza e responsabilità. Questo è l'accorato appello che rivolgo alla Commissione che la sua attività si apra ai cittadini, che li coinvolga facendo maturare coscienza e anche memoria.

La storia del capitano De Grazia, che come Falcone e Borsellino si è trovato solo in mezzo agli squali, dopo avere capito cosa c'era da svelare ed essere rimasto al suo posto per farlo, non è ancora patrimonio collettivo. E mi chiedo come ciò sia possibile. Allora anche per questo siamo qui oggi per diventare una città più consapevole e custode della memoria, non dei suoi eroi, ma di uomini che hanno fatto il loro dovere, anteponendo la possibilità di un futuro per tutti al proprio», ha sottolineato il giornalista e scrittore Claudio Cordova.

Una missione europea nel Mediterraneo

Richiamando «il movimento creato nella società civile con le mamme della Terra dei fuochi», ha tirato le fila dell'incontro l'europarlamentare Sandro Ruotolo, promotore lo scorso marzo a Bruxelles, della prima iniziativa sul tema dal titolo "Navi della vergogna e navi avvelenate - Il ruolo dell'Unione europea nell'indagine sui rifiuti pericolosi e radioattivi nel Mediterraneo".

«Era un impegno - ha sottolineato  l'europarlamentare Sandro Ruotolo - che avevamo preso e che avevamo mantenuto. Ma come, l'incontro di oggi, è un punto di avvio. La questione ha certamente rilevanza europea dal momento che il mare non ha confini. Inoltre i contatti che già sul tema abbiamo attivato con Euro Pool ci ricordano gli ambientali che i reati sono commessi dalla criminalità organizzata. E allora dobbiamo lavorare insieme anche per reperire questi relitti. Oggi le nuove tecnologie consentono interventi prima impossibili. Purtroppo non sarà facile reperire risorse perché stiamo vivendo in una economia di guerra in una Europa che ha una destra nazionalista forte. Noi siamo impegnati a fare resistenza. Con Piefrancesco Maran, presidente della Commissione Europea Ambiente, studieremo i documenti perché occorre una missione europea nel Mediterraneo.

Ascoltando i tanti interventi che mi hanno preceduto, ho riconosciuto  tanti punti di contatto che avvicinato le navi dei veleni nel Mediterraneo alla terra dei Fuochi che ho conosciuto più da vicino nella mia attività di giornalista. E penso a quel movimento della società civile che invece qui non c'è. Penso a quel medico campano che ha voluto capire il perché di quella mole di ricette rosse per medicine oncologiche. Occorre che tutti si lavori per un maggiore coinvolgimento di tutta la società civile », ha concluso l'europarlamentare Sandro Ruotolo.

Riapertura inchiesta commissione Parlamentare Navi Veleni incontro Pd Calabria a Reggio