Da mesi Corepla aveva lanciato l’allarme: materiale vergine meno caro di quello riciclato. Così il prodotto non è più richiesto dal mercato e le piattaforme di stoccaggio vanno verso la saturazione
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Rischiano di non rimanere episodi isolati i problemi di alcuni comuni cosentino in cui i sindaci sono stati costretti a sospendere temporaneamente la raccolta della plastica a causa di una crisi nazionale del settore della plastica riciclata, il cui prezzo è oggi abbondantemente più alto rispetto alla plastica vergine, anche a causa dell’impennata dei costi energetici sostenuti negli impianti di riconversione. La conseguenza è una difficoltà per i consorzi di gestione per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, di piazzare il materiale rigenerato sul mercato, invaso dalla plastica vergine proveniente in particolare da Egitto e Cina.
Situazione grave
Le piattaforme di stoccaggio sono ormai sature e l’intera filiera rischia di incepparsi. La crisi è nazionale. Da alcune settimane ha investito il Lazio, in particolare l’area metropolitana della Capitale, ma anche Marche, Emilia Romagna e Sardegna dove la raccolta a domicilio della plastica sta proseguendo a singhiozzo. In Calabria il fenomeno per il momento è marginale. In nove comuni il ritiro è sospeso da 15 giorni. I sindaci hanno scritto al prefetto, ma se non si trova una soluzione a livello centrale, presto tutta la Penisola sarà sommersa di scarti, vanificando le buone pratiche fino ad oggi costruite in piccole e grandi comunità.
Intervenga il Governo
Mendicino è uno dei comuni più virtuosi sul fronte della differenziata. Un patrimonio che la sindaca Irma Bucarelli non vuole disperdere: «Abbiamo raggiunto negli ultimi mesi la percentuale dell'80% della raccolta differenziata – ha ricordato in una intervista rilasciata al nostro network – Il nostro quindi, è un comune che lavora bene: i cittadini sono educati a gestire correttamente i rifiuti. Sono molto attenti. Siamo preoccupati perché questa situazione, questa emergenza, rischia di far andare in default un sistema che funziona. Il rischio è quello di trovarci per strada sacchi di materiale indifferenziato e quindi rovinare il lavoro svolto». Nelle parole di Irma Bucarelli c’è anche la frustrazione di chi, in sostanza, ha pochi margini di manovra: «Il problema è nazionale; i punti di stoccaggio stanno arrivando a saturazione. La richiesta della plastica riciclata in tutta Italia si sta riducendo a favore di plastica nuova proveniente da paesi extra Unione Europea, che ad oggi risulta più economica» ha confermato la sindaca.
Intervento palliativo
Nelle ultime ore, in sinergia con il consorzio Corepla e con l’azienda incaricata della raccolta dei rifiuti, Irma Bucarelli a Mendicino è riuscita almeno ad attivare un giro di raccolta straordinaria della plastica per case di cura e attività commerciali. Ma si tratta di un palliativo. Per aumentare la competitività sul mercato del materiale riciclato sarebbe utile introdurre un regime fiscale sanzionatorio per i soggetti che non impiegano plastica riciclata o, al contrario, agevolazioni per chi le utilizza. Ma si tratta di provvedimenti che esulano dalle competenze locali. «Da parte nostra – ha concluso l’amministratrice - possiamo solo chiedere ai cittadini di ridurre in assoluto l'utilizzo della plastica. In questa ottica presto attiveremo nuovamente le case dell’acqua per tentare almeno di limitare in modo significativo l’impiego delle bottiglie in Pet».

