Dopo ritardi e ricorsi, l’amministrazione individua in quella avanzata dal colosso dell’energia l’offerta migliore per il project financing dell’impianto che si avvicina al fine vita. Ma l’iter non è ancora chiuso
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Dopo oltre tre anni di incertezze amministrative, contenziosi e rilievi contabili, il complesso iter per la rifunzionalizzazione del termovalorizzatore di Gioia Tauro registra un primo punto fermo. Il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria ha individuato come migliore, tra le due in competizione, la proposta di project financing presentata dal raggruppamento di imprese guidato da Iren Ambiente, colosso nazionale del settore energetico e ambientale.
Si tratta di un passaggio rilevante, cristallizzato con un decreto dello scorso 29 dicembre, che potrebbe consentire di superare una procedura definita “critica” anche dalla Corte dei Conti calabrese, che lo scorso marzo aveva messo nero su bianco ritardi, incertezze e fragilità dell’intero percorso nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile calabrese. In gioco c’è un investimento superiore ai 100 milioni di euro, destinato a completare e adeguare un impianto entrato in funzione nei primi anni Duemila ma rimasto incompleto e oggi prossimo al fine vita nelle sue due linee operative.
Una procedura complessa tra finanza di progetto e ricorsi
La partita viene formalmente sbloccata nel marzo 2022, quando la Regione decide di rilanciare il progetto attraverso un’operazione di finanza mista pubblico-privata. Fin dall’inizio, però, il percorso si rivela accidentato. Per oltre un anno le due offerte pervenute (l’altra è quella di A2A) restano ferme, mentre tra i grandi operatori coinvolti iniziano a moltiplicarsi diffide e ricorsi.
Il quadro si complica ulteriormente nel luglio 2024, quando la Regione decide di riaprire il confronto concorrenziale chiedendo ai proponenti di adeguare le offerte sia al nuovo Codice degli appalti sia alle indicazioni del collegio di esperti. Le proposte aggiornate vengono valutate a settembre, ma solo il successivo via libera del gruppo di supporto regionale consente di arrivare alla scelta dell’offerta ritenuta più aderente all’interesse pubblico.
La scelta di Iren e i passaggi ancora da completare
La decisione, però, non chiude l’iter. Nel decreto regionale si specifica che occorrerà avviare un’interlocuzione con l’operatore selezionato per apportare ulteriori aggiustamenti progettuali. La dichiarazione formale di interesse pubblico, infatti, potrà arrivare solo dopo il recepimento delle osservazioni emerse nella fase istruttoria. A questo si aggiungono i tempi tecnici legati all’eventuale proposizione di nuovi ricorsi.

