I danni provocati in Calabria dal maltempo sono «un disastro annunciato». Lo dice senza tanti giri di parole la presidente regionale Legambiente, Anna Parretta, in relazione ai fenomeni estremi verificatisi nelle ultime settimane e che, seppur senza vittime, hanno però causato ingenti danni in termini infrastrutturali, economici e sociali.

Per l’associazione ambientalista non ci sono dubbi, si tratta degli effetti dei cambiamenti climatici in atto. «Secondo alcuni studi, le regioni del bacino del Mediterraneo, come la nostra, subiscono un riscaldamento doppio rispetto alla media globale» spiega Parretta. «Gli effetti della crisi sono aggravati dalla fragilità dei territori in gran parte dovuti a pesanti omissioni e ritardi che si sono verificati anche a livello regionale e locale. La Calabria, ad esempio, ha un rischio idrogeologico molto alto».

È duro il giudizio di Legambiente sulle politiche di contrasto agli eventi climatici estremi, ormai sempre più frequenti. La presidente Parretta parla di disastro annunciato e accusa: «La Calabria è priva di un piano di adattamento».

Ciò non basta a spiegare quel che è accaduto nelle ultime settimane. Per la presidente di Legambiente «nel corso degli anni sono stati effettuati numerosi interventi, tuttavia, insufficienti rispetto alla gravità dei problemi. E ancora più rilevanti sono i ritardi negli interventi in materia di erosione costiera. Il master plan degli interventi di mitigazione risale al 2014 ma ben pochi, sinora, sono stati i lavori eseguiti. I litorali calabresi si stanno modificando – evidenzia - e serviranno riflessioni molto serie anche sulle concessioni balneari».

«Il territorio calabrese è particolarmente fragile anche per troppi anni di scelte urbanistiche errate, caratterizzate da un consumo di suolo eccessivo oltre che a causa di un abusivismo edilizio fuori controllo». È quanto emerge dall’ultimo report di Legambiente “Abbatti l’abuso” richiamato da Parretta: «Ci sono decine di migliaia di ordinanze di demolizione emesse e non eseguite, di cui molte addirittura per assenza totale di titolo edilizio».

«In questo quadro la Calabria non ha piani di adattamento né a livello di Regione né a livello cittadino. Siamo quindi impreparati e si continua ad agire nell'ottica dell'emergenza. Non ci possiamo più permettere omissioni, ritardi e assenze di controllo. La crisi climatica va affrontata e la nostra Regione deve fare la propria parte per ridurre la febbre del pianeta, a partire dal settore energetico con l'uscita dalle fossili e realizzando sul territorio impianti da fonti rinnovabili».