Una vita dedicata alla Diocesi cassanese. Camera ardente a San Girolamo (Castrovillari). Esequie lunedì 12 gennaio, ore 15:30. Se ne va una guida storica e un pilastro di fede
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L’addio a monsignor Carmine Scaravaglione segna la fine di un’epoca per la Diocesi di Cassano all’Ionio. Uomo di fede profonda, educatore instancabile e pilastro giuridico della Chiesa locale, don Carmine (come amava farsi chiamare nonostante l'alto titolo onorifico) si è spento lasciando un vuoto incolmabile in tutta la comunità del Pollino e della Sibaritide. La sua vita è stata una testimonianza di coerenza e dedizione, vissuta tra l'altare, le aule scolastiche e i tribunali ecclesiastici.
La comunità potrà rendere l'ultimo omaggio a un sacerdote che ha segnato la storia religiosa della città e della diocesi. La camera ardente sarà allestita nella Cappella dell’Eucarestia presso la parrocchia “San Girolamo” in Castrovillari, luogo caro al monsignore e centro della sua attività pastorale più recente. Il rito funebre per l'ultimo commiato si terrà nello stesso luogo con le esequie che saranno celebrate lunedì 12 gennaio alle ore 15:30. Si prevede una vasta partecipazione di fedeli, clero e autorità, pronti a stringersi attorno alla figura di un uomo che ha speso ogni giorno del suo ministero per il prossimo.
Nato con una vocazione precoce e solida, monsignor Scaravaglione era stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1955. Nel 2015, la città di Castrovillari e la Diocesi avevano celebrato con solennità i suoi 60 anni di sacerdozio, un traguardo raggiunto con la stessa umiltà e spirito di servizio del primo giorno. Durante quella storica ricorrenza, il vescovo di Cassano, monsignor Francesco Savino, lo aveva descritto come un uomo "appassionato alla realtà e al Destino", sottolineando la sua capacità di toccare i cuori più duri con parole semplici ma cariche di verità.
Monsignor Scaravaglione non è stato solo un parroco, ma un pilastro amministrativo e spirituale della diocesi. A Castrovillari, ha guidato per anni la Basilica Minore di San Giuliano nel rione Civita, diventando un punto di riferimento non solo religioso ma anche sociale e culturale. Grazie alla sua profonda competenza in diritto canonico, ha servito a lungo come Vicario Giudiziale aggiunto del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Calabro. È ricordato da generazioni di studenti come docente di Religione Cattolica, ruolo che ha interpretato con una modernità sorprendente, sapendo ascoltare le sofferenze morali e spirituali dei giovani.
La sua opera ha lasciato tracce indelebili anche nella conservazione della memoria storica. Si ricorda, ad esempio, il suo ruolo cruciale nel salvataggio di antichi documenti parrocchiali a Lauropoli alla fine degli anni '60, preservando registri storici preziosi per l'identità locale.
Con la scomparsa di monsignor Scaravaglione, la Diocesi perde una delle sue figure più longeve e autorevoli. Resta però il suo esempio, quello di un "pastore con l'odore delle pecore", capace di unire la precisione del giurista alla tenerezza del padre spirituale.

