Crescono i viaggiatori negli scali regionali, ma aumentano anche le proteste: tariffe elevate, poche rotte e orari penalizzanti rispetto a Napoli e Bari
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Gli aeroporti calabresi hanno raggiunto un traguardo storico di traffico passeggeri, confermando una crescita significativa che conferma l’aumento dell’accessibilità della regione. Il sistema aeroportuale composto da Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone ha visto un’impennata del traffico, con stime che superano i 4 milioni di passeggeri annui, un livello record per la Calabria e un segnale della sua crescente attrattività turistica e connettività nazionale. Tuttavia, dietro questi numeri positivi si nascondono criticità che – per molti utenti – rendono i collegamenti più costosi e scomodi rispetto ad altri scali meridionali.
I dati disponibili mostrano che le tariffe medie dei voli intra-europei dai principali aeroporti calabresi non sono necessariamente tra le più basse in Italia. A fine 2025, Lamezia Terme aveva una tariffa media di circa 73,42 euro per un volo andata e ritorno, con Reggio Calabria attorno ai 61,23 euro e Crotone più conveniente con circa 44,76 euro.
Questi valori indicano che, nonostante la presenza di compagnie low-cost su alcune rotte, i costi possono risultare più alti rispetto alle grandi piattaforme di collegamento presenti nei principali aeroporti del Sud, come Napoli o quelli pugliesi, dove grazie a un maggior numero di offerte e traffico consolidato i prezzi medi tendono ad essere più competitive.
Oltre alle tariffe, un’altra criticità evidenziata dagli utenti riguarda gli orari dei voli. In molte rotte internazionali e nazionali, specialmente verso le principali destinazioni europee, i collegamenti dai tre aeroporti calabresi partono in orari molto precoci della mattina (ad esempio prima delle 7:00) o tardissimo la sera, rendendo difficoltosi i collegamenti per chi deve partire o rientrare nella stessa giornata. In caso di collegamenti a metè mattina i prezzi salgono alle stelle.
Testimonianze di viaggiatori registrate su Reddit mostrano come, in alcuni casi, per sfruttare un volo occorra recarsi all’aeroporto molto prima dell’alba, con la necessità di organizzare navette o taxi che possono incidere ulteriormente sul costo complessivo del viaggio.
Questa situazione rende spesso più conveniente, per potenziali viaggiatori, volare da aeroporti maggiori come Napoli o Bari, dove l’offerta di voli non solo è più ampia ma anche distribuita in fasce orarie più comode e con frequenze più elevate. La differenza nei tempi dei collegamenti può diventare un elemento discriminante: partire alle 6:00 per lavoro o per turismo implica un costo non solo economico ma anche di logistica personale, soprattutto per chi abita lontano dagli scali.
Un altro elemento di frustrazione riguarda i picchi di prezzo dei biglietti per destinazioni internazionali, che in alcuni periodi dell’anno, soprattutto alta stagione o festività, possono salire notevolmente. Monitoraggi effettuati da associazioni di consumatori mostrano esempi di voli da e per la Calabria da città come Londra o Parigi con tariffe che possono superare i 500-600 euro, soprattutto quando non vi sono offerte di compagnie low-cost attive su quelle tratte.
Per molti residenti calabresi e fuori sede, questi fattori si traducono in una sensazione di paradosso: da un lato gli aeroporti registrano record di passeggeri, dall’altro molti viaggiatori lamentano costi elevati e orari poco favorevoli, costringendo a considerare alternative come voli da aeroporti maggiori o combinazioni con treni a lunga percorrenza per risparmiare denaro o migliorare la comodità del viaggio.

