«Di fronte a tragedie come quella di Amendolara, l'indignazione e il cordoglio non bastano. È necessario interrogarsi con determinazione su come prevenire e contrastare ogni forma di sfruttamento del lavoro, tutelando la dignità delle persone e garantendo condizioni di concorrenza leale tra le imprese». Lo dichiara Francesco Napoli, Vice Presidente Nazionale di Confapi con delega al Sud, intervenendo sul tema della sicurezza e della legalità nel mondo del lavoro.

«Oggi le tecnologie digitali, l'interoperabilità delle banche dati pubbliche e gli strumenti di verifica della regolarità contributiva e contrattuale consentono controlli efficaci e tempestivi, rendendo sempre più difficile occultare situazioni di illegalità. L'incrocio delle informazioni tra enti previdenziali, organismi ispettivi e pubbliche amministrazioni permette di individuare anomalie, incongruenze e comportamenti sospetti, favorendo l'emersione di pratiche irregolari che alterano il mercato e penalizzano le imprese corrette».

«Per queste ragioni riteniamo indispensabile che la Pubblica Amministrazione rafforzi i controlli preventivi e successivi all'erogazione di contributi, incentivi e finanziamenti pubblici. Non è accettabile che risorse pubbliche possano essere destinate a soggetti che non applicano i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, che eludono gli obblighi contributivi o che non garantiscono adeguati standard di sicurezza e tutela dei lavoratori».

«Al tempo stesso occorre affrontare con realismo il tema della carenza di manodopera che interessa settori strategici come l'agricoltura e l'edilizia. In molte aree del Paese le imprese incontrano crescenti difficoltà nel reperire lavoratori disponibili e una parte significativa della forza lavoro proviene dall'estero. In diverse filiere, come la raccolta di frutta e ortaggi, la viticoltura, la zootecnia e le serre, la presenza di lavoratori stranieri è diventata strutturale e rappresenta un elemento essenziale per garantire la continuità delle attività produttive».

«Accanto ai necessari controlli, è fondamentale promuovere azioni culturali di integrazione che favoriscano la conoscenza della lingua italiana, dei diritti e dei doveri dei lavoratori, delle norme sulla sicurezza e dei valori della convivenza civile. L'integrazione rappresenta infatti uno strumento essenziale per rafforzare la coesione sociale, prevenire situazioni di marginalità e contribuire alla crescita delle comunità e dei territori».

«Per questo è necessario favorire percorsi di ingresso regolari, formazione, integrazione e piena tutela dei diritti, garantendo alle imprese la disponibilità delle professionalità necessarie per continuare a produrre e crescere».

«Le imprese che operano nel rispetto delle regole non possono essere penalizzate dalla concorrenza sleale di chi riduce artificialmente i costi attraverso pratiche illegali. Gli strumenti per effettuare verifiche puntuali esistono già: occorre utilizzarli in maniera sistematica, facendo del rispetto della normativa sul lavoro, della sicurezza e della regolarità contributiva una condizione imprescindibile per accedere e mantenere qualsiasi beneficio pubblico».

«Solo attraverso un impegno costante e coordinato tra istituzioni, imprese e parti sociali sarà possibile tutelare la dignità del lavoro, garantire condizioni eque per tutti i lavoratori e sostenere uno sviluppo economico fondato sulla legalità, sulla responsabilità sociale e sul rispetto delle regole».