La situazione nel complesso quartiere della periferia nord di Reggio Calabria si presenta molto critica con disseminati e ingenti cumuli di spazzatura abbandonati sui cigli della strada. In mezzo a rifiuti di ogni genere anche numerose carcasse di macchine incenerite
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Sembra essere stata liberata dal cappio del degrado la strada che costeggia la piazzetta. In passato triste emblema di maxidiscarica a cielo aperto del quartiere. Ma è un caso isolato. Nel quartiere di Arghillà, a nord di Reggio Calabria, le zone tristemente note per le immense discariche restano invase da ogni genere di rifiuto. Situazione oltre ogni immaginazione salendo verso piazza don Italo Calabrò dove i rifiuti dal ciglio della strada hanno raggiunto le mura degli alloggi popolari.
Proseguendo, mentre largo Carlo Verardi (un tempo adibito a cimitero delle auto) è nuovamente inaccessibile, proprio sotto le case, numerose carcasse di auto incenerite e abbandonate giacciono su un'altra montagna di rifiuti. Sono il segno evidente e inquietante di attività illecite persistenti, forse anche oltre la recente operazione Cavallo di ritorno.
E la situazione non migliora salendo verso il carcere.
Una situazione davvero fuori controllo (da parte delle istituzioni) in un quartiere per il quale, guardando a questo degrado, frutto di illegalità diffuse e impunite, imperante, atavico e che si vuole far passare come irreversibile, alcuna rinascita sembra possibile. Eppure tante progettualità genuine sprigionano energie positive. Preziose irrinunciabili. Ma non bastano.
Fondi promessi, altri perduti. Passerelle e progetti naufragati. C’è da chiedersi se le istituzioni vogliano davvero sottrarre questo quartiere a un destino che non è ineluttabile. In momenti bassi come quello documentato oggi in cui lo stato di abbandono e impunità sono assoluti, l’unica risposta è no.









