Il presidente della Camera di commercio indica nelle competenze sulle essenze una risorsa fondamentale per la collaborazione tra le due città. Capua: «Puntare sui percorsi turistici per raccontare ai visitatori il valore dell’agrume nella profumeria mondiale»
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Fare del bergamotto una ragione per visitare Reggio Calabria, attraverso percorsi che ne raccontino la storia, la produzione e il ruolo nella profumeria mondiale. È la prospettiva indicata da Gianfranco Capua, cavaliere del lavoro e presidente della Capua 1880 Srl, storica azienda di Reggio Calabria che lavora gli oli essenziali e le essenze agrumarie, con un focus particolare sulla lavorazione e valorizzazione del bergamotto, nell’incontro a Palazzo Alvaro dedicato all’ingresso della città nel Club europeo dei Sindaci delle Città della profumeria.
Un progetto al quale si affianca il lavoro della Camera di commercio, con Ninni Tramontana che indica nella Stazione sperimentale per le industrie delle essenze una risorsa per costruire un ponte con Grasse. L’adesione formalizzata dal sindaco Francesco Cannizzaro, alla presenza del primo cittadino francese Jérôme Viaud, apre un percorso che riguarda la tutela delle materie prime naturali, ma anche la capacità dei territori di valorizzarle sul piano economico e turistico. Nelle parole di Tramontana e Capua, il lavoro da sviluppare passa dalle competenze della filiera e dalla comunicazione dell’identità reggina.
Tramontana: «Reggio proiettata in un contesto europeo»
Per il presidente della Camera di Commercio Ninni Tramontana, l’intesa tra i sindaci costituisce un passaggio importante nella valorizzazione di un prodotto sul quale la Camera di Commercio lavora da anni. «Un plauso ai due sindaci per aver sottoscritto questo impegno comune di valorizzazione di questo importante agrume che abbiamo sul nostro territorio», ha dichiarato ai nostri microfoni. «È un momento importante per la città perché vede proiettata Reggio in un contesto europeo, soprattutto a tutela di un prodotto fortemente identitario come il bergamotto».
Il presidente ha richiamato la collaborazione con la Città metropolitana per rafforzare la valorizzazione dell’agrume come attrattore del territorio. In questo percorso, la Stazione sperimentale può contribuire a dare contenuto al rapporto con Grasse, mettendo a disposizione il patrimonio di conoscenze legato al mondo delle essenze. «Abbiamo la fortuna di avere la Stazione sperimentale delle essenze e stiamo cercando anche di valorizzare questo proprio per creare un ponte tra le due città», ha spiegato Tramontana, riferendo che il tema è stato affrontato anche con il sindaco francese.
Il presidente della Camera di commercio ha inoltre sottolineato il significato della presenza di Capua, definendolo «un imprenditore importante del nostro territorio» e richiamando il rilievo mondiale dell’azienda nel settore delle essenze.
Capua: «Reggio deve essere l’identità italiana del bergamotto»
Per Gianfranco Capua, la collaborazione tra Reggio e Grasse nasce da un legame preciso: da una parte il territorio del bergamotto, dall’altra una città che ha costruito attorno alla profumeria la propria riconoscibilità internazionale. «La città di Grasse e la città di Reggio Calabria hanno un’unità di intenti straordinaria», ha dichiarato.
Il riferimento è al percorso attraverso il quale la città francese ha saputo comunicare al mondo il proprio ruolo, trasformandolo in un elemento centrale della sua identità. «Io frequento Grasse da 45 anni, conosco esattamente come si è mossa, com’è cresciuta e con quali temi e meccanismi è cresciuta. Vorrei che questi temi, oggi condivisi fra i due sindaci, siano l’aiuto e la leva per la nostra città».
L’obiettivo, nella lettura dell’imprenditore, deve mantenere una direzione chiara: «Reggio, più che una città dei profumi, dovrà essere l’identità italiana del bergamotto per la profumeria mondiale».
Alla domanda sul significato della sua partecipazione all’iniziativa, Capua ha ricondotto la scelta all’opportunità di dare seguito a un’idea nella quale si riconosce. «Ho soltanto colto un’opportunità. Ho visto nel sindaco di Reggio Calabria la visione che combaciava con quelle che erano le mie idee iniziali».
«Ai turisti va spiegato che cos’è e dove nasce»
Sul possibile impatto economico e occupazionale, Capua evita di formulare stime: «Non ci sono cifre, non ci sono numeri qua». Il punto, spiega, è avviare un progetto che guardi al ruolo del bergamotto nella profumeria, ma soprattutto alle sue possibilità turistiche. È qui che richiama l’esperienza dell’arrivo in città: «Quando scendo a Reggio Calabria in aeroporto, non vedo nulla che parla di bergamotto».
Secondo l’imprenditore, manca un racconto capace di accompagnare il visitatore alla scoperta dell’agrume e del suo legame con il territorio. «Non c’è un percorso, non c’è nessuno che spiega ai molti turisti che cominciano a venire in questa città che cos’è, perché, dove nasce e che cosa si fa».
La proposta è costruire occasioni di conoscenza che trasformino questa identità in un’esperienza per chi arriva a Reggio. «Da queste iniziative poi nascono quei percorsi turistici che sono fondamentali, che sono parte della nostra crescita».
Capua richiama anche il patrimonio che già attira i visitatori, a partire dai Bronzi di Riace. Alla forza di quel richiamo, sostiene, va affiancata la capacità di raccontare il bergamotto: la sua storia, gli utilizzi e il ruolo nella profumeria mondiale. È su questo terreno che la collaborazione con Grasse può diventare, nelle sue intenzioni, una leva per la crescita della città.

