Le temperature minime sempre più elevate sono uno degli effetti più evidenti del cambiamento climatico. Secondo l'Ispra nel 2024 in Italia si sono registrate oltre 25 notti tropicali in più rispetto alla media. Ecco cosa sono, quali rischi comportano e i consigli del Ministero della Salute per riuscire a dormire meglio
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Arriva il caldo torrido e l'attenzione si concentra quasi sempre sulle temperature massime. I 38 o 40 gradi registrati nelle ore più calde finiscono nei titoli dei giornali e nei bollettini meteo. Eppure, secondo gli esperti, uno degli aspetti più insidiosi delle estati sempre più roventi è ciò che accade dopo il tramonto: le cosiddette notti tropicali, quelle in cui la temperatura minima non scende mai sotto i 20 gradi.
Non si tratta soltanto di una sensazione condivisa da chi passa ore a rigirarsi nel letto senza riuscire a prendere sonno. Le notti tropicali rappresentano infatti un indicatore climatico ufficiale utilizzato dagli scienziati per misurare l'intensità e la frequenza degli episodi di caldo estremo.
Notti tropicali empre più frequenti in Italia
I dati raccolti da Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale delineano una tendenza ormai evidente: negli ultimi decenni il numero delle notti tropicali è aumentato sensibilmente.
Nel 2024, secondo l'istituto, in Italia sono state registrate in media 25,2 notti tropicali in più rispetto al periodo climatico di riferimento 1991-2020.
Per il 2025 non sono ancora disponibili dati consolidati a livello nazionale, ma i primi bilanci regionali mostrano che il fenomeno continua a crescere. In Veneto le notti tropicali risultano già il doppio della norma climatica, mentre in Piemonte città come Novara hanno superato le cinquanta notti con temperature minime superiori ai 20 gradi.
Anche quest'estate si preannuncia particolarmente difficile: in molte aree urbane il termometro potrebbe non scendere sotto la soglia dei 20 gradi neppure nelle ore centrali della notte.
Perché le notti tropicali preoccupano gli esperti
La differenza tra una giornata molto calda e una notte tropicale è sostanziale. Durante il sonno l'organismo dovrebbe poter disperdere il calore accumulato nelle ore diurne e recuperare dallo stress termico.
Quando le temperature restano elevate anche di notte, questo processo fisiologico diventa più complicato, aumentando il disagio e il rischio di problemi di salute.
Secondo il Ministero della Salute, le ondate di calore rappresentano un pericolo soprattutto per anziani, bambini piccoli, persone affette da malattie croniche e soggetti particolarmente fragili. A peggiorare la situazione contribuiscono anche abitazioni poco ventilate, esposte al sole o prive di sistemi di raffrescamento.
Tra le raccomandazioni ufficiali figura infatti quella di favorire il ricambio d'aria nelle ore più fresche, aprendo porte e finestre durante la notte e al mattino presto.
Come dormire meglio durante una notte tropicale
Alcuni accorgimenti possono contribuire a limitare il disagio causato dal caldo notturno.
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Meglio una cena leggera
La sera è consigliabile evitare pasti abbondanti, cibi particolarmente grassi o speziati. È preferibile scegliere alimenti freschi e facilmente digeribili, consumando frutta e verdura di stagione e limitando il consumo di alcolici e bevande ricche di caffeina.
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Lenzuola in cotone o lino
Per favorire la dispersione del calore è opportuno utilizzare lenzuola leggere in cotone o lino, materiali naturali che facilitano la traspirazione. Anche il pigiama dovrebbe essere realizzato con tessuti freschi e traspiranti.
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Senza condizionatore bisogna prevenire il surriscaldamento
Chi non dispone di un impianto di climatizzazione può mantenere più fresca la casa evitando che accumuli calore durante il giorno. Gli esperti consigliano di tenere chiuse finestre, persiane e tapparelle nelle ore più calde e di aprire gli infissi soltanto quando la temperatura esterna diminuisce.
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Ventilatori, attenzione all'uso
Il ventilatore non abbassa la temperatura dell'ambiente ma si limita a muovere l'aria. Per questo motivo è sconsigliato puntarlo direttamente sul corpo per molte ore consecutive. Inoltre, quando la temperatura interna supera i 32 gradi, il suo effetto può risultare limitato e favorire la disidratazione.
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Doccia tiepida prima di andare a letto
Per abbassare la temperatura corporea può essere utile una doccia tiepida. L'acqua molto fredda, al contrario, può provocare uno shock termico e non garantire un reale beneficio.
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Bere anche senza avvertire sete
Durante le ondate di calore è fondamentale mantenere una corretta idratazione anche nelle ore serali, bevendo regolarmente acqua e consumando frutta ricca di liquidi, evitando invece bevande alcoliche o particolarmente zuccherate.
Con il cambiamento climatico che rende le estati sempre più lunghe e afose, le notti tropicali stanno diventando una nuova normalità. E imparare a convivere con temperature elevate anche dopo il tramonto potrebbe presto trasformarsi in una necessità per milioni di italiani.

