Un ricordo di Peppino di Capri attraverso 35 anni di incontri, amicizia e musica. Dall'ultima cena insieme al saluto rimasto nel cuore, il ritratto di un artista straordinario e di un uomo che ha lasciato un segno indelebile oltre le sue canzoni
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L’ultima volta che ci siamo visti è stata a Cetraro, nel luglio del 2018. La prima, invece, nell’agosto del 1983. Trentacinque anni di incontri, di musica, di racconti e di affetto.
Nel 2009 ho avuto l’onore di festeggiare con lui, sul palco, i suoi cinquant’anni di carriera. Una serata speciale, che ebbe anche il richiamo in prima pagina sul Corriere della Sera. Ma i ricordi più belli non sono quelli sotto i riflettori: sono quelli vissuti lontano dal palco.
L’ultima volta che cenammo insieme restammo a parlare fino all’alba. Mi raccontò tanto di Fred Bongusto, dell’amicizia che li legava e di un mondo della musica che oggi sembra lontanissimo. A un certo punto gli chiesi perché una canzone meravigliosa come ‘Amare di meno’ non facesse più parte delle sue scalette. Sorrise e mi regalò una risposta che diventò un viaggio tra ricordi, aneddoti e retroscena della canzone italiana e mi promise di aggiungerla al repertorio. Come sempre, parlava con il garbo di chi non aveva bisogno di alzare la voce per lasciare il segno.
Quando ci salutammo mi disse: «Guagliò, ci vediamo ad Anema e Core. Chiamami se vieni a Capri».
A Capri ci sono passato davvero, ma non l’ho chiamato. Sapevo che non stava bene e ho preferito custodire quel saluto, senza disturbare. Oggi penso che forse una telefonata l’avrei dovuta fare. Ma quel suo sorriso e quell’abbraccio sono rimasti con me.
Ciao, Peppino. Fai buon viaggio. Sono certo che da qualche parte ritroverai Fred e ricomincerete a parlare di musica, come avete sempre fatto.
Se ne va uno degli ultimi grandi protagonisti della canzone italiana del Novecento. Per me, però, se ne va soprattutto un uomo gentile, capace di ascoltare, di raccontare e di farti sentire sempre il benvenuto. Le sue canzoni continueranno a vivere, ma ancora di più resterà vivo il ricordo della persona che era. Ed è quello che porterò con me.


