C'è una luce speciale che avvolge il Castello Angioino di Savuto, a Cleto, quando il sole lascia spazio alla luna. Le antiche pietre del maniero si tingono d'argento, il cielo si riempie di stelle e il silenzio delle colline viene interrotto soltanto dalle voci di chi sale fin lassù per lasciarsi sorprendere. È in questa atmosfera sospesa, dove storia e bellezza si incontrano, che Cleto ha reso omaggio al maestro orafo Michele Affidato.

La comunità di Cleto, nel Cosentino, ha omaggiato con una serata evento l'arte orafa del maestro Michele Affidato, artista calabrese conosciuto in tutto il mondo. Un riconoscimento speciale è stato riservato anche all'editore del network LaC Domenico Maduli.

Per una sera il castello è diventato un palcoscenico senza tempo. Le mura medievali hanno accolto una comunità intera, amministratori, ospiti e visitatori arrivati per condividere un appuntamento che è andato ben oltre una semplice celebrazione. È stato il racconto di una Calabria che sceglie di mostrare il proprio volto migliore, quello dell'arte, della cultura, del talento e della capacità di trasformare le proprie radici in eccellenza.

Il Castello Angioino, ormai riconosciuto come uno dei luoghi simbolo della rinascita culturale del territorio, continua così la sua trasformazione in un autentico salotto della Calabria. Un luogo dove la memoria dialoga con il presente e dove, negli ultimi anni, si sono incontrati artisti, registi, attori, sportivi e protagonisti della vita culturale nazionale. Un percorso costruito con pazienza che oggi fa del borgo di Cleto un punto di riferimento per chi cerca eventi di qualità immersi in uno scenario unico.

Sotto un cielo limpido,  la sfilata-esposizione "I Gioielli dalla Magna Grecia a Oggi" del maestro Affidato ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso i secoli: dalle raffinate lavorazioni dell'antica Magna Grecia alle creazioni contemporanee che hanno reso celebre l’artista crotonese in tutto il mondo.

Ogni opera raccontava una storia. Non soltanto quella dell'oro sapientemente modellato, ma quella di una terra che continua a ispirare bellezza. La Colonna di Capo Colonna, Pitagora, i vasi magnogreci, i simboli della Calabria hanno dialogato con le opere più recenti, nate dall'incontro tra tradizione e innovazione.

Nato a Crotone, Affidato ha costruito una carriera internazionale senza mai recidere il legame con la propria terra. Le sue creazioni hanno raggiunto ogni parte del mondo e sono entrate nelle mani di capi di Stato, personalità dello spettacolo, della cultura e della fede. È conosciuto come "l'orafo dei Papi" per le numerose opere realizzate per la Santa Sede e per le formelle artistiche commissionate dalla Segreteria di Stato Vaticana e donate dal Pontefice durante gli incontri istituzionali. Durante la serata, condotta da Adelia Iacino, il sindaco Armando Bossio ha spiegato le ragioni che hanno portato l'amministrazione comunale a dedicare una serata al maestro orafo.

«Ho conosciuto Michele Affidato a Roma, durante i festeggiamenti dei “Calabresi nel Mondo” organizzati dall'associazione Brutium. In quell'occasione ricevemmo entrambi la Medaglia d'Oro come esempio di calabresità nel mondo e lì ebbi l'onore di incontrarlo. Ma in questi mesi ho avuto modo di conoscere soprattutto la persona Michele Affidato: una persona di straordinaria sensibilità, di grande delicatezza e umanità. Tanto che ho voluto ringraziare personalmente la presidente di “Brutium”, Gemma Gesualdi, per avermi dato l'opportunità di conoscerlo.»

Per Bossio, la scelta di ospitare Affidato al Castello Angioino di Savuto è stata naturale.

«Lo abbiamo voluto qui perché incarna gli stessi valori che questa amministrazione e questa comunità stanno cercando di esprimere. Michele Affidato non è soltanto motivo di orgoglio per la Calabria: la sua presenza rappresenta un messaggio di speranza. Significa valorizzare chi è riuscito a raccontare una Calabria completamente diversa da quella che troppo spesso è stata descritta. È un esempio che dobbiamo custodire e offrire ai giovani. Chi vuole credere in questa terra deve guardare a storie come la sua, perché Michele Affidato ha trasformato la materia in arte pura ed è diventato uno degli orgogli della nostra regione.»

Il primo cittadino ha poi ricordato il percorso di crescita del Castello Angioino di Savuto come polo culturale. «Siamo partiti con piccoli eventi, ma proprio quei primi appuntamenti ci hanno fatto comprendere le enormi potenzialità di questo maniero. Oggi stiamo raccogliendo i frutti di quel lavoro. Negli ultimi mesi abbiamo ospitato personalità di rilievo nazionale e internazionale, il castello è stato set cinematografico per “Il Vangelo di Giuda di Giulio Base” con Rupert Everett e Darko Perić, abbiamo accolto Beppe Bergomi e tanti altri ospiti. Continuiamo a programmare nuovi eventi perché crediamo che cultura e bellezza siano strumenti fondamentali per raccontare un'altra Calabria. Chiudere il mese di luglio con Michele Affidato era il modo migliore per valorizzare questo luogo straordinario.»

Ai microfoni di LaC News24, Michele Affidato ha raccontato il significato di una serata che ha definito speciale: «Ringrazio il sindaco, l'amministrazione comunale e tutta la cittadinanza di Cleto per aver voluto onorare la mia arte. Tutto nasce da un incontro a Roma, quando insieme ricevemmo il riconoscimento della Brutium, dalla carissima Gemma Gesualdi che ha voluto riunirci tutti per darci questo riconoscimento. Ho accettato immediatamente questo invito, innanzitutto per la bellezza di questo luogo che conoscevo solo attraverso le immagini e che questa sera ho potuto vivere da vicino, ma soprattutto per la passione con cui il sindaco mi ha coinvolto».

Un ringraziamento che si è trasformato anche in un messaggio rivolto alle nuove generazioni: «Quando incontri giovani amministratori che hanno voglia di fare bisogna sostenerli. La mia presenza qui non vuole essere soltanto un'esposizione delle mie opere, ma un'occasione per creare sinergie e contribuire a raccontare il lato positivo della Calabria».

Il maestro ha quindi accompagnato il pubblico in un racconto della propria produzione artistica.

«Questa sera ho portato a Cleto opere che raccontano l'evoluzione del gioiello dalla Magna Grecia ai nostri giorni. Ci sono lavori ispirati alla Colonna di Capo Colonna, a Pitagora, ai vasi magnogreci e ai simboli della nostra identità. Ogni creazione nasce dal desiderio di raccontare la storia della Calabria attraverso l'arte.»

Particolarmente toccante il ricordo degli inizi: «Io nasco in un laboratorio di appena dodici metri quadrati. Non avevo le possibilità economiche per acquistare l'oro e le materie prime. Per cinque o sei anni ho fatto soltanto riparazioni. Poi, con tanti sacrifici, sono riuscito a mettere da parte una piccola somma per comprare il primo metallo. Da lì è iniziata tutta la mia storia.»

Una storia che lo ha portato a realizzare i premi del Festival di Sanremo e numerose opere destinate alla Santa Sede. «Oggi, insieme a mio figlio Antonio, realizziamo le formelle scultoree commissionate dalla Segreteria di Stato Vaticana che il Santo Padre dona durante gli incontri istituzionali con capi di Stato e autorità di tutto il mondo. Sapere che i messaggi di pace e fratellanza del Pontefice vengono affidati anche alle nostre opere è motivo di grande emozione». Ad intervenire durante  anche Antonio Affidato, orafo e scultore, docente all’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro e Reggio Calabria: «Per noi è davvero un piacere essere qui questa sera. Ringrazio l'amministrazione comunale di Cleto per aver voluto omaggiare la nostra ricerca artistica e il lavoro che quotidianamente portiamo avanti, sia negli impegni in Vaticano sia nelle manifestazioni nazionali. È un riconoscimento che ci sprona a fare sempre meglio e a continuare a raccontare, attraverso la nostra arte, la parte più bella della Calabria».

A conclusione della manifestazione, dopo la consegna di un riconoscimento al maestro Michele Affidato da parte dell’amministrazione comunale di Cleto, è stato riservato un omaggio speciale all’editore del network LaC Domenico Maduli con una motivazione che racchiude il senso più profondo della serata e della visione culturale che l’ha animata: «In una terra spesso raccontata per ciò che manca, ha scelto di raccontare ciò che vale. Ha dato voce ai piccoli borghi, spazio ai giovani, dignità alle comunità e speranza a chi continua a credere nel futuro della Calabria». A ritirare il riconoscimento è stato il direttore di rete di LaC Tv Franco Cilurzo.

Quando il pubblico ha lasciato il castello, le luci hanno continuato a riflettersi sulle antiche mura e sui gioielli esposti, mentre la luna dominava il cielo. A rimanere è stata la consapevolezza che esistono luoghi capaci di custodire la memoria e, allo stesso tempo, di costruire il futuro. Il Castello Angioino di Savuto, ancora una volta, ha dimostrato di essere uno di questi.