Si è svolta l’assemblea regionale della Fiom Cgil Calabria alla presenza del segretario regionale della Cgil Calabria Gianfranco Trotta e del responsabile del centro studi della Fiom Cgil nazionale Matteo Gaddi.

«Viviamo una fase di profonda instabilità internazionale, tutt’altro che neutra: pesa concretamente sulle vite delle persone, sulle economie locali e sulle prospettive di sviluppo del nostro Paese, e in modo ancora più marcato del Mezzogiorno – si legge in una nota –. Le guerre in corso e le nuove spinte egemoniche stanno ridefinendo gli equilibri economici e politici globali, mentre l’Europa e l’Italia ne pagano un prezzo altissimo, soprattutto sul piano sociale».

«A Gaza assistiamo, purtroppo, a una strage diventata silenziosa: una tragedia umanitaria inaccettabile fatta di bombardamenti, fame e mancanza di cure, che sta cancellando un popolo nel silenzio assordante di troppe cancellerie occidentali.In Ucraina continua un conflitto che, oltre al dramma umano, ha generato una crisi energetica scaricata su famiglie e imprese, tra speculazioni e scelte politiche sbagliate. E ciò che sta accadendo nella nuova guerra del Golfo, al netto della follia di alcune scelte internazionali, mette in evidenza tutta la fragilità dell’Europa — e non solo dell’Italia».

«Una fragilità – prosegue la nota –  che ha conseguenze enormi: dall’aumento dei costi energetici alle tensioni sulle filiere industriali, fino all’emergere di nuove fragilità sociali. Dallo Stretto di Hormuz passa una quota decisiva delle materie prime strategiche per l’industria globale. E mentre l’Italia dimostra di non avere una vera visione industriale, dove i dati ci dicono che la produzione e il profitto supera di gran lunga il valore aggiunto sui salari, la Calabria resta ferma. Questo è il punto: mentre il mondo cambia, la Calabria resta immobile. Non c’è una visione industriale. Non c’è una strategia energetica. Le rinnovabili sono cresciute senza programmazione: parchi eolici autorizzati, senza reali ricadute occupazionali e senza che una parte significativa dell’energia prodotta resti sui territori e nel frattempo vengono messe in discussioni le produzioni delle centrali a biomasse. È l’ennesimo modello estrattivo applicato al Sud: si prende, non si restituisce. Il Pnrr, che doveva rappresentare una svolta, sta fallendo nella sua capacità di ridurre i divari. I dati continuano a dirci che la Calabria resta tra le regioni più povere d’Europa. E davanti a tutto questo, cosa viene proposto? Il cosiddetto “Piano Padel Plus”: tirocini senza garanzie occupazionali».

«Anche la Zes unica allargata viene raccontata come un successo. Ma la realtà è che la Calabria resta in coda per progetti approvati. Ancora una volta, la propaganda sostituisce la programmazione. Nel frattempo arretrano diritti fondamentali: il diritto alla salute, con una sanità allo stremo e l’assemblea esprime solidarietà al comitato per il diritto alla salute di Polistena per le querele ricevute; il diritto al lavoro, che troppo spesso continua a significare emigrazione, oltre il Pollino, per migliaia di giovani. La Calabria non ha bisogno di assistenza: ha bisogno di reagire e la scelta del presidente Occhiuto di dare il via libera all’autonomia differenziata rappresenta un danno enorme per i calabresi. Servono attenzioni concrete ai settori più fragili, come l’artigianato, dove troppo spesso si concentrano precarietà, sfruttamento e mancanza di sicurezza», conclude la Fiom Cgil.